17 Giugno 2024
Home Caso Antonio Vaccarino – La difesa: Non solo non c’erano gli indagati ma neppure l’indagine

8 thoughts on “Caso Antonio Vaccarino – La difesa: Non solo non c’erano gli indagati ma neppure l’indagine

  1. È assurdo come un innocente possa essere in carcere e i criminali avere sempre pene più leggere o, ancor peggio, essere liberi! In questa Italia la giustizia non è più tale, di chi dobbiamo avere davvero paura?

  2. Mi immagino le risate che si sta facendo Matteo Messina Denaro dal suo rifugio !!!

  3. Mi chiedo: può sbagliare il comandante del Ros di Palermo, che presumo sia un ufficiale, può sbagliare il pm in quanto indotto in errore, ma non può sbagliare anche il gip che ha emesso le ordinanze, contemporaneamente! Che razza di giustizia è questa?

  4. Purtroppo la storia ce lo insegna. Gulotta trascorse lunghi anni in carcere. Undici persone innocenti furono accusate per la strage di via D’Amelio e vennero ingiustamente condannate con sentenza definitiva. Tanto per citare altri casi, divenuti famosi, ci furono quello di Enzo Tortora, Gigi Sabani, Grandi, Lelio Luttazzi e Walter Chiari, oltre alle tante migliaia di sconosciuti che da innocenti sono finiti in carcere vedendo la loro vita distrutta. Secondo quest’articolo del Corriere (https://www.corriere.it/cronache/16_giugno_29/errori-giudiziari-24-anni-24-mila-innocenti-cella-italia-3f534d0c-3e16-11e6-8cc3-6dcc57c07069.shtml?refresh_ce-cp), in 24 anni 24 mila innocenti finirono in carcere. 24.000 persone e altrettante famiglie che videro distrutta la loro vita, mentre ad altre, certamente più di 24mila, non veniva resa giustizia. E noi italiani? Abbiamo pagato, dal ’92 al 2016, 630 milioni di euro per i casi di ingiusta detenzione. A questi andrebbero aggiunti i costi di “gestione” di 24mila detenuti (stipendi del personale, strutture carcerarie, vitto ecc), le spese -laddove consentito – per la difesa degli imputati ammessi a gratuito patrocinio, le spese di 24mila processi (stipendi magistrati, personale dei tribunali ecc). Insomma, che la Giustizia in Italia non goda di ottima salute, pare non sia soltanto un’opinione…
    Gian J. Morici

  5. Ho letto di indagine nata dalla polvere, di sofisma, di bufala giudiziaria dell’anno, ma intanto il Professore é ancora detenuto, il Colonnello é ancora sospeso, mentre solo l’Appuntato ha da poco ripreso servizio, proprio l’unico che ha patteggiato, al contrario dei primi due, che hanno fermamente respinto ogni accusa. E parliamo di colui che prima ha dichiarato di aver spedito al Colonnello quelle foto della trascrizione come sfogo per il tempo perso dietro «2 scemi», per poi confessare di essere stato istigato telefonicamente, ma non c’é nessuna telefonata tra i due militari in quel giorno. É come se si sia proceduto agli arresti nel buio più totale, sperando che dopo uscisse qualcosa da tutti i dispositivi sequestrati agli indagati, dai quali invece nulla di illecito é emerso! Mi chiedo quale sia la regia occulta in tutta questa vicenda, perché sicuramente c’è! Qualcuno dovrebbe avvisare il CSM !

  6. Gli aspetti relativi ai contatti tra il Colonnello e l’Appuntato, riteniamo che soltanto loro possano realmente conoscerli, ma, a prescindere dalle ragioni della conversazione intercettata, appare evidente che nessuno dei tre imputati avesse come obiettivo quello di agevolare “cosa nostra”, così come purtroppo la stampa ha fin dall’inizio voluto far credere all’opinione pubblica titolando gli articoli come “Le talpe di Matteo Messina Denaro”. Quel che ad oggi appare certo – come lei stesso scrive – che nonostante siano stati intercettati per anni, oltre questa vicenda relativa a una conversazione che tutto poteva rappresentare infuori che un’agevolazione alla mafia, non è emerso null’altro. Limitandosi a questi fatti, forse più che per una custodia cautelare si sarebbe potuto procedere con una richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati.

  7. Ritengo che, se é vero quanto dichiarato dai legali di fiducia degli indagati nelle rispettive arringhe, non ci fossero neanche i presupposti per un rinvio a giudizio, altro che arresti, tra l’altro a distanza di anni dagli illeciti contestati! E poi vorrei sapere chi ha dato la notizia alla stampa dell’accusa di “talpe”, di cui non c’è alcuna traccia nei capi d’imputazione, come lamentato dai legali degli indagati fin da subito. Ma in che paese viviamo? Solo per la diffamazione a mezzo stampa potrebbero esserci risarcimenti ingenti, con i soldi di noi contribuenti ovviamente. Perché non viene processato il responsabile di questa indagine?

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