
Non lo siamo, sia chiaro, per l’ardito paragone espresso durante la commemorazione di Capaci, dove ha accostato la propria esistenza a quella di Giovanni Falcone unendole nel comune destino di chi “ha rischiato la vita”.
Il nostro pieno consenso va invece a quanto lo stesso Nordio dichiarò nel 2022, quando Fratelli d’Italia lo scelse come candidato di bandiera per il Quirinale in contrapposizione a Sergio Mattarella.
In quell’occasione, con ammirevole lucidità, l’allora futuro ministro commentò che il Capo dello Stato dovrebbe essere un politico vero, laddove la sua cultura politica era puramente teorica, non avendo mai seduto nemmeno su uno scranno di consiglio comunale.
E concluse, con definitivo realismo, che se proprio si fosse voluto pescare nel mondo dei giuristi, in giro se ne sarebbero trovati di migliori.
Ecco. Su quest’ultima sobria constatazione, oltre al ministro medesimo, si ritrova finalmente unito e concorde l’intero popolo italiano.
Gian J. Morici