Cia – “I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”, 33° Episodio
Gli intrighi internazionali e i segreti della Strategia della Tensione sono al centro della nuova puntata del podcast “Come gli Stati Uniti infiltrano i servizi di sicurezza italiani”, firmato da Isabella Silvestri. Nel trentatreesimo episodio della serie “Cia – I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”, la voce di Fabio Fabiano ci conduce all’interno di un’accurata inchiesta basata sul Rapporto Perrone, un documento declassificato che svela come l’intelligence statunitense avesse infiltrato i vertici degli apparati di sicurezza italiani, portando alla luce il caos organizzato e le spregiudicate strategie dei comandi militari nella gestione dell’antiterrorismo durante i drammatici mesi del caso Moro.

Il 2 marzo 1979 la rivista New Statesman pubblicò i dettagli di un rapporto d’intelligence che svelava la profonda infiltrazione degli Stati Uniti nei servizi di sicurezza e antiterrorismo italiani, un documento, che aveva già provocato l’espulsione dall’Italia in ventiquattro ore dell’agente della DIA (Defense Intelligence Agency) Dominic A. Perrone, che descriveva il caos in cui versavano gli apparati di sicurezza italiani dopo la riforma del 1977.
Il rapporto si soffermava in particolare sulle figure di tre generali dei Carabinieri responsabili delle operazioni di alto livello.
Perrone aveva raccolto queste informazioni frequentando a lungo e in modo riservato i vertici di SISDE, SISMI e CESIS, ma la fuga di notizie, anticipata a febbraio da un clamoroso dossier del quotidiano la Repubblica, provocò un enorme terremoto politico e diplomatico tra Roma e Washington, svelando la totale dipendenza e la vulnerabilità dei servizi segreti italiani rispetto alle agenzie americane in pieni anni di piombo.
Per evitare un incidente diplomatico ancora più grave, il governo italiano e le autorità statunitensi agirono rapidamente, costringendo Dominic Perrone a un immediato rimpatrio forzato. Gli vennero date appena 24 ore di tempo per lasciare l’Italia. Nelle carte declassificate dell’intelligence americana collegate all’Italia di fine anni ’70, il suo nome e i resoconti delle sue conversazioni romane compaiono spesso proprio per via del monitoraggio che la CIA faceva sugli effetti politici di questo scandalo.
L’autenticità del rapporto non è stata contestata, ottenendo un’analisi e una valutazione del suo contenuto dagli ex agenti che lavoravano per il “Covert Action Information Bulletin” con sede a Washington, in particolare dall’ex agente latinoamericano della CIA Philip Agee, i quali hanno dichiarato al New Statesman che l’analisi indicava che il rapporto era completamente autentico, in particolare per quanto riguarda la pratica di informarsi sulle operazioni dei servizi segreti in paesi amici.
Per completare questa fuga di notizie su vasta scala, con la pubblicazione da parte del quotidiano La Repubblica, la fonte di Perrone ha aggiunto che una relazione parlamentare sul SISDE era confusa e insensata, intesa a fuorviare. A parte ciò, il rapporto Perrone descriveva lucidamente la proliferazione di indagini speciali in risposta all’omicidio di Aldo Moro e ad altri episodi.