Il documento che riscrive la storia
Per capire la vera politica italiana non bisogna guardare il Parlamento, ma dentro i faldoni dei servizi segreti stranieri.
Il nuovo episodio del podcast, Isabella Silvestri porta nel cuore pulsante della Guerra Fredda attraverso il Rapporto Top Secret N2 654 della CIA (del 19 aprile 2000, declassificato nel 2006). Una radiografia ravvicinata e inquietante sulla vulnerabilità della nostra Repubblica nel 1974.
Di cosa parliamo in questo episodio? Ci troviamo nel 1974. Il generale Vito Miceli (capo dei servizi segreti e uomo chiave della struttura clandestina Gladio) viene arrestato con l’accusa di complicità nel Golpe Borghese. Ma dietro la cronaca giudiziaria si nasconde una scacchiera geopolitica spietata.
In questo scenario, gli esperti dell’intelligence americana portano alla luce quello che potremmo definire il doppio gioco di Giulio Andreotti. La sua decisione di scaricare il generale Miceli, infatti, non fu dettata da un semplice senso della giustizia, ma da un preciso calcolo politico per rifarsi il look davanti alla sinistra e garantirsi una poltrona nei futuri equilibri di potere.
Dietro questa manovra si nascondeva proprio la grande fobia di Washington nei confronti del Compromesso Storico, dato che la Casa Bianca era letteralmente terrorizzata all’idea che l’apertura e il dialogo tra la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista di Berlinguer potessero spalancare ai comunisti le porte di un governo alleato.
Per gli Stati Uniti si trattava di una vera e propria operazione di contenimento dei danni per blindare la NATO. L’Italia rappresentava la frontiera più calda e strategica del Mediterraneo e la CIA, vedendo un Paese instabile tra esecutivi che crollavano continuamente e la minaccia costante del terrorismo, teneva d’occhio ogni minima faida interna tra i partiti a Roma per impedire a tutti i costi il collasso geopolitico del proprio fianco meridionale.