
(di Paolo Cilona)—Tutti i nodi vengono al pettine. E’ un detto popolare . La scelta del centrodestra (ovvero, della maggioranza che sosteneva il sindaco Franco Miccichè) di votare per il giovane e brillante Michele Sodano e’ stata obbligata, ponderata e compiuta anche nei piu’piccoli particolari. Attraverso un tacito e silenzioso tam tam venne deciso di uscire dalla stanza dei bottoni e di stazionare in quella dei Giganti. I recenti fatti sul quartiere Maddalusa, poi sul quartiere di Santa Croce e su quelli che probabilmente sono di prossimo arrivo al Palazzo Municipale, lasciano pensare che il travaso dei voti su Michele Sodano e Giuseppe Di Rosa sia stato argutamente pensato, armonizzato e realizzato. Piu’ che parlare di autolesionismo si tratta di una fuga dalle responsabilita’ politiche. Dopo il voto si sono aggiunti i cittadini Doc, quelli che fanno parte del grande coro delle voci armoniose che vogliono tutto e subito ovvero la soluzione inmediata dei problemi cittadini anche di quelli risalenti al periodo del marchese Contarini e di Nicolo’ Gallo .
Il tempo dalle nostre parti e’ sempre galantuomo specie in questa citta’ dei paradossi e dei giochi di potere che si tramandano dai trisavoli ai nipoti di turno.