23 Luglio 2024
Home Arrestato bancario accusato di aver commesso una truffa da 6 milioni di euro

1 thought on “Arrestato bancario accusato di aver commesso una truffa da 6 milioni di euro

  1. Dal portale Indymedia al link:

    http://piemonte.indymedia.org/article/11456

    CARIGE: quando Banca e dipendenti infedeli son la stessa cosa.

    Capo d’Orlando (Messina): un disonesto dipendente CARIGE arraffa il malloppo dei correntisti e si dà alla fuga.

    Dopo la rapina in guanti bianchi il mariuolo si rende totalmente irreperibile. Banca CARIGE anche.

    Fabrizio Ingemi, dipendente – alquanto infedele – di Banca Carige SPA (Cassa di Risparmio di Genova e Imperia) presso la filiale di Capo d’Orlando (prov. di Messina) da qualche tempo è uccel di bosco. Con lui ha preso il volo anche una considerevole sommetta. Oltre 7 milioni di euro. Sottratti con artifici contabili e raggiri ad oltre 70 poveri sventurati risparmiatori della banca genovese. Vi raccontiamo la (tragica e disperata) storia di uno di loro.

    Il Sig. Giuseppe Mangano, siciliano “doc” originario di Capo d’Orlando, classe 1920 è un’arzillo 90 enne. Beh per la verità ora non più tanto (dopo la mazzata ricevuta da Carige). Ha trascorso un’esistenza di sacrifici e di duro lavoro, come emigrante all’estero dove ha lavorato per una vita intera. Alle soglie del termine della propria attività lavorativa decide di tornare ai patrii lidi rientrando in Italia per godersi con la prole il meritato riposo (non quello eterno, s’intende … la pensione). Come ogni buon siciliano che si rispetti si ristabilisce nella natia Capo d’Orlando. Il Mangano, ben lungi dall’essere un nababbo, porta con sè tutti i risparmi d’una vita: 457.527,45 euro. Che non deposita in una offshore company e/o in un paradiso fiscale bensì che porta in Italia (l’avesse portati ad Antigua o a Curacao ora li avrebbe ancora … sigh!!). Comunque è pur sempre una discreta sommetta. Il sig. Giuseppe ha la paterna premura di contestare le sue sostanze anche ai congiunti: Donatella, Maria Margherita e Calogero. Il gruzzolo vien interamente versato su di un conto acceso presso la banca genovese; Banca Carige, Agenzia di Capo d’Orlando. Non c’è niente di più sicuro che affidare sti soldarelli alla banca che dice di stare sempre vicino a te (quella di Ennio Doris invece stà tutta “intorno a te”) è la banca ligure che fa quella bellissima pubblicità lì che dice: “Banca CARIGE un porto sicuro nella tua città”.

    Un giorno i familiari del Sig. Giuseppe attraccano nel “porto sicuro” e ormeggiati gli indugi richiedono fiduciosi alla loro banca un estratto conto per verificare l’andamento degli investimenti effettuati. Con sorpresa s’accorgono che dal loro conto mancano all’appello circa 10.000 euro. Subito interpellano il funzionario di turno per chiedere chiarimenti. In banca a Capo d’Orlando cadono dalle nuvole. Banca Carige, và letteralmente in fibrillazione e s’attiva al massimo livello per capire le motivazioni dell’ammanco (a Genova negli uffici della direzione generale scoppia un vero e proprio casino). L’istituto di credito genovese scopre una truffa colossale. Perpetrata da un dipendete infedele che ha fatto manbassa dei quattrini di numerosissimi correntisti. Il problema grosso che affligge il Rag. Giovanni Berneschi (Presidente di Banca Carige) dovrebbe essere la sorte dei dindi dei risparmiatori. Invece, paradossalmente, l’ansia che attanaglia Berneschi è un’altra: dirlo o tacerlo ai clienti? “Scusateci ma il nostro dipendetene s’è fottuto tutti i vostri risparmi”. Come si fa a confessare lealmente ai clienti frodati una cosa del genere? Sarebbe uno sputtanamento micidiale per Banca Carige. Così i vertici della banca genovese optano per il silenzio più siderale. Acqua in bocca. I funzionari della Banca locale, su input del quartier generale genovese, comunicano ai sigg.ri Mangano che è tutto ok. S’è trattato semplicemente d’un disguido. Niente di che. I 10.000 euro vengono immediatamente accreditati sul conto. La famiglia Mangano tira un respiro di sollievo, ma nel contempo avverte nitidamente odore di losco. Mangano family decide qualche giorno dopo, di prelevare una certa somma di denaro per vedere se il prelievo va a buon fine e chiedono così a Banca Carige di svincolargli dal conto la somma di 80.000 euro. La banca intuendo lo sgamo, non si tradisce. Versa ai Mangano i quattrini senza fiatare. In contanti sull’unghia. Tutto pare filare liscio. L’immagine è salva e la fiction Carige può continuare. Il problema nasce però qualche giorno dopo quando in paese, a Capo d’Orlando si susseguono freneticamente strane voci. Parlano insistentemente di un dipendente con le “mani lunghe” che ha rubato un sacco di soldi dai conti dei clienti di Banca Carige. I Mangano rimangono allibiti. Ed anche un po’ sconcertati. Questa è la conferma dei loro sospetti. Sul loro conto presso Banca Carige ci son ancora un bel po’ di quattrini, più di 400.000 euro (418.703,06 euro per l’esattezza). La preoccupazione nei giorni a seguire aumenta a dismisura, sin quando i congiunti del sig. Giuseppe Mangano ritengono che sia più prudente – per le sostanze dell’anziano padre – ritirare tutto il gruzzoletto da Banca Carige. Sfortunatamente pensano la stessa cosa tutti i clienti della filiale di Capo d’Orlando. In questo frangente, apriti cielo, l’amara sorpresa. Banca Carige si chiude a riccio e non sgancia un centesimo dei quattrini depositati dai correntisti. Carige è perfettamente consapevole che Fabrizio Ingemi, il suo dipendente infedele, ha raso al suolo un fottio di conti (deposito dei Mangano in primis) e la Banca, stretta d’assedio dai correntisti incazzati non è in grado di far fronte alle richieste di smobilizzo di tutti quanti. Certo che i soldi non sono di Banca Carige, sono dei clienti (secondo il codice penale sarebbe appropriazione indebita più n’altro tot di reati). Però ciccia. Carige decide ugualmente di non restituisce na palanca. La decisione di non pagare parte da Genova, non viene assunta a livello di filiale. Quando i figli del nostro sventurato risparmiatore tornano a casa a mani vuote al povero sig. Giuseppe Mangano vien quasi un coccolone (pensate a come può sentirsi un 90enne frodato dalla sua banca di tutti i suoi risparmi).

    I congiunti del sig. Mangano vanno su tutte le furie. Si rivolgono all’Avv. Domenico Magistro raccontando della truffa ideata da Ingemmi e del furto con destrezza perpetrato da Banca Carige, che non vuole più restituire i loro soldi. Lo studio legale all’istante formalizza alla banca di Berneschi una richiesta scritta di l’immediata riconsegna dei soldi depositati, pari a 418.703,06 euro affidati alla filiale Banca Carige di Capo d’Orlando. I cointestatari del conto chiedono anche di conoscere le motivazioni di tali ammanchi. Banca Carige per oltre un mese non risponde. Latita (come Ingemi). Da Genova non sanno proprio come cazzo rispondere all’ira funesta dei risparmiatori traditi (e lo credo bene). Solo dopo ripetute insistenze i funzionari della locale agenzia trovano il coraggio di scusarsi con il Sig. Mangano per il ritardo nella risposta, ma niente più. La filiale di Capo d’Orlando è allo sbando più totale. E con loro il quartier generale di Berneschi. Da Genova non arrivano numi. Non viene quindi fornita alcuna spiegazione e tantomeno vien restituito il maltolto. In modo del tutto illecito Banca Carige seguita a trattenersi tutti i soldi dei correntisti senza restituirli ai legittimi titolari.

    A sto punto parte a razzo un “Ricorso per decreto ingiuntivo” depositato presso il Tribunale di Patti, Sez. staccata di Militello, presentato dagli avvocati della Fam. Mangano. Scrive nel ricorso l’Avv. Domenico Magistro:

    “in particolare il Mangano Giuseppe versa in gravi difficoltà economiche e soprattutto in uno stato di prostrazione fisica e psicologica (determinata da detta situazione) che non gli consentono di svolgere neppure le più elementari incombenze della vita quotidiana. Si consideri anche che il Mangano Giuseppe ha 90 anni e che vi è concreto pericolo anche per la sua stessa vita. Che appare evidente l’intenzione della Banca di non restituire i soldi agli esponenti, intesa probabilmente ad aspettare l’esito delle indagini in sede Penale, avviate dalla Magistratura a carico del dipendente infedele. Che è altrettanto evidente che il rapporto di infedeltà tra il dipendente e la Banca non può certo riguardare gli astanti, i quali hanno sempre effettuato operazioni bancarie esclusivamente all’interno della Banca e solo e solamente con personale dipendente della stessa…”.

    Il giudice, allo stato, ha intimato a Giovanni Berneschi (presidente di Banca Carige) il pagamento dei quattrocento mila euro, più le spese legali, entro quaranta giorni dalla notifica del provvedimento, ma c’è da giurarci che passerà ancora un bel po’ di tempo. Il provvedimento è appellabile. E Carige ha già fatto opposizione.

    Giovanni Berneschi (che non ha alcuna intenzione si scucire manco un baiocco) infatti ha passato il delicato carteggio allo studio legale Roppo & Canepa per tentare di osteggiare in tutti i modi il provvedimento esecutivo del Tribunale Civile di Patti. Il timoniere ferito è ottimista perché l’esimio Prof. Vincenzo Roppo è l’avv. di CIR che ha fatto vincere a Carlo De Benedetti la causa contro Fininvest.

    Come andrà a finire sta tristissima vicenda? Non abbiamo proprio idea. Doris (quello della “banca tutta intorno a te”) ha fatto un bel gesto mettendosi le mani in tasca e risarcendo i clienti truffati da Lehman Brothers. Chapeau. Perché per un banchiere con un minimo di coscienza esiste una regola non scritta: non c’è niente di peggio d’una Banca che fotte i suoi clienti. Chissà se Consob avrà voglia di chiedere qualche chiarimento a Banca Carige (magari anche la Procura della Repubblica di Genova perché no).

    Sotto il più stretto profilo morale invece, è da considerare che il contegno di Banca Carige (e del suo Presidente Berneschi) è stato d’uno squallore davvero infinito. N’avvocato rigoroso ed onesto proverebbe vergogna all’idea di dover difendere sto genere di Bankster (banchieri + gangster). Certe porcate non sono assolutamente patrocinabili. Però bisognerebbe esser dotati d’una coscienza per poterlo capire. E si sa. Non tutti gli avvocati hanno una psiche.

    Doc. pdf.: “Capo_dOrlando_Ricorso_per_decreto_ingiuntivo_contro_Banca_Carige”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jan2011/capo_dorlando_ricorso_per_decreto_ingiuntivo_contro_banca_carige.pdf

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