È disponibile il trentesimo episodio del podcast curato da Isabella Silvestri, del ciclo “Cia – I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”. Letta da Fabio Fabiano, questa puntata si addentra nei meandri di una fitta rete di intelligence nata durante la Seconda guerra mondiale e proseguita fino agli anni ’80, basandosi sui documenti del Covert Action Information Bulletin del 1986, conservati nei Registri generali della CIA. L’episodio svela l’intreccio tra lo spionaggio statunitense, l’Ordine di Malta e la finanza vaticana, tra i più fitti della storia della Repubblica Italiana.
Al centro della narrazione ci sono i pesanti condizionamenti subiti dall’Italia nel secondo dopoguerra, a partire dal ruolo di James Jesus Angleton, capo del controspionaggio USA, che salvò dall’esecuzione il principe Junio Valerio Borghese, comandante della Decima MAS. Questo legame storico tra il “principe nero” e l’agente segreto americano tornerà a essere decisivo la notte del 7 dicembre 1970, quando Borghese guidò il tentativo di colpo di stato in Italia (il Golpe Borghese), ordinando al neonazista Stefano delle Chiaie di occupare il Ministero dell’Interno a Roma prima che il complotto venisse annullato all’ultimo minuto.
Il podcast evidenzia come il Piano Solo del 14 luglio 1964 — un precedente tentativo di colpo di stato — fosse stato organizzato dal generale italiano Giovanni De Lorenzo, allora capo dei Carabinieri ed ex vertice dei servizi segreti, anch’egli Cavaliere di Malta e futuro deputato del Movimento Sociale Italiano.

L’inchiesta si concentra poi sulle inquietanti sovrapposizioni tra il Sovrano Militare Ordine di Malta, i servizi segreti militari e la Loggia Massonica P2 di Licio Gelli. Nel dicembre del 1969, un incontro chiave a Roma nell’ufficio del conte Umberto Ortolani (ambasciatore dell’Ordine di Malta) vide la partecipazione dello stesso Gelli, di Roberto Calvi e di Michele Sindona. Quest’ultimo, che aveva iniziato la sua ascesa nel 1943 grazie ai contatti mafiosi legati allo sbarco alleato in Sicilia, era riuscito a penetrare la finanza vaticana consolidando i rapporti con lo IOR e ottenendo l’appoggio di Papa Paolo VI.
Come rivelato dalla stampa italiana dell’epoca, i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato erano legati a doppio filo a queste trame. L’elenco dei membri con doppia affiliazione all’Ordine di Malta e alla P2 includeva figure chiave come il generale Giuseppe Santovito (ex capo del SISMI), l’ammiraglio Giovanni Torrisi (capo di stato maggiore della Difesa) e il generale Giovanni Allavena (ex capo del Sifar).
Il podcast offre infine uno sguardo internazionale sui legami tra queste fazioni e i regimi dittatoriali del Sudamerica, le operazioni anticomuniste in America Centrale e le commissioni d’inchiesta vaticane, mostrando come i fili di una guerra segreta globale si siano incrociati inevitabilmente con i momenti più bui e controversi della storia d’Italia.
Seguite il prossimo episodio per continuare a scoprire i segreti della storia d’Italia.