Roma, 9 giu. – “Avvicinamenti, tentativi di condizionamento, promesse di incarichi futuri, garanzie di “do ut des”. Il quadro a tinte fosche di cui sospetta la Procura di Roma relativamente alle forzature fatte con alcuni magistrati contabili, chiamati lo scorso anno a decidere della delibera Cipess, è pietoso. E racconta di un Centrodestra molto più interessato all’affare ponte che al ponte in sé. Per far contento Salvini, Meloni ha avvallato questo disastro procedurale, condito dal solito mercimonio di incarichi e stipendi faraonici. Se ha ancora un po’ di amor proprio, la premier deve scrivere la parola fine al percorso sconcio di quest’opera. Perché mentre il piatto piange su sanità, scuola, salari e infrastrutture diffuse, e si va in Europa a chiedere un minimo di elasticità contabile per superare lo shock energetico, è lunare continuare a buttare miliardi per un ponte che non si farà mai. Questo teatrino osceno è durato un triennio, e gli italiani sono stanchi anche solo di sentirne parlare”. Così in una nota i parlamentari M5s delle commissioni Trasporti, Ambiente e Infrastrutture di Camera e Senato.