
Il ventottesimo episodio del podcast I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia e narrato da Isabella Silvestri con la voce di Fabio Fabiano, analizza i legami del dopoguerra tra i leader nazisti in fuga, il Vaticano e l intelligence statunitense. Basato su un articolo del 1986 del Covert Action Information Bulletin, il racconto svela l esistenza del Kameradenwerk, una fitta rete politica e commerciale creata in America Latina da criminali come Barbie, Rauff, Mengele ed Eichmann. Questa organizzazione si sostentava attraverso il saccheggio dei beni delle vittime, la falsificazione di valuta britannica tramite l Operazione Bernhard e il supporto di grandi multinazionali tedesche che offrirono carriere all estero ai fuggitivi.
Gli Stati Uniti, guidati da una forte logica anticomunista all inizio della Guerra Fredda, ignorarono e in parte agevolarono il fenomeno. L intelligence americana utilizzò infatti i fondi mai rintracciati della stessa Operazione Bernhard e reclutò come informatore Friedrich Schwend, l uomo chiave nel riciclaggio del denaro falso e nella costruzione della Rat Line, la via di fuga verso l Italia settentrionale e il Vaticano. Schwend collaborò al trasferimento del capo della Gestapo Heinrich Müller a Roma, dove fu ospitato in un seminario croato ed entrò in contatto con il vescovo Alois Hudal, il quale riceveva finanziamenti derivanti da conti svizzeri alimentati con le sterline contraffatte.
I documenti declassificati confermano che Schwend lavorava per il Counter Intelligence Corps statunitense mentre gestiva questi traffici. Questo scenario convalida le tesi dello storico John Loftus sull Operazione Sunrise, l accordo segreto stipulato tra Allen Dulles dell OSS e il generale delle SS Karl Wolff poco prima della fine della guerra. L operazione mirava alla resa delle truppe in Italia per prevenire l ascesa dei partigiani comunisti, ma si tradusse di fatto nell amnistia e nel salvataggio dei quadri delle SS.
Tra i principali beneficiari vi fu Walter Rauff, ex capo della Gestapo di Milano e responsabile delle camere a gas mobili. Dulles mantenne la promessa di impunità e impiegò Rauff in operazioni anticomuniste a Genova. Qui Rauff, sfruttando una struttura di soccorso della Chiesa, aiutò circa cinquemila agenti nazisti a fuggire in Sud America. Dulles utilizzò i monasteri cattolici per nascondere i propri uomini con il pretesto di assistere i profughi, costruendo una struttura in cui i passaporti venivano forniti dalla polizia italiana, i visti dal consolato argentino a Trieste e le pratiche venivano sbrigate da funzionari americani. In questo modo il Vaticano, che offriva assistenza umanitaria a livello istituzionale ignaro dei reali profili dei soggetti, fu predisposto come perfetto capro espiatorio in caso di scoperta. Dulles arrivò persino a falsificare i rapporti dell intelligence per coprire la presenza di Rauff ai negoziati di Lugano.
La rete logistica cattolica vide il coinvolgimento anche di Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI e allora contatto dell OSS, che protesse l operato del vescovo Hudal attraverso la Caritas e successivamente collaborò con la CIA in funzione anticomunista per le elezioni italiane del 1948. Questa politica di salvataggio dei fascisti da parte dell OSS fu sistematica, come dimostrano i salvataggi del maresciallo Rodolfo Graziani e del principe Valerio Borghese da parte degli agenti Daddario e Angleton. Entrambi divennero poi leader del partito neofascista MSI.
Successivamente, la CIA e l Organizzazione Gehlen integrarono stabilmente questi criminali nazisti, i quali divennero strumenti per la nascita di regimi oppressivi e squadroni della morte in America Latina, legandosi anche al narcotraffico. Il generale Wolff fu assolto nel 1949 grazie alle testimonianze degli uomini di Dulles e condannato solo nel 1964.
L eredità di questa rete si estese fino al colpo di stato in Bolivia del 1980, orchestrato proprio da Klaus Barbie sotto la falsa identità di Klaus Altmann. Un indagine giornalistica del 1984 firmata da Kai Hermann per la rivista Stern svelò i dettagli di quel putsch attraverso l interrogatorio del tenente argentino Alfredo Mingolla, un mercenario addestrato alla Escuela de las Americas specializzato nell infiltrazione della Chiesa per scovare elementi di sinistra. Mingolla confermò di aver lavorato per i servizi argentini, boliviani e per la CIA.
Il colpo di stato del 1980, denominato in codice Operazione Amapole, era stato pianificato fin dal 1978 da Klaus Barbie per creare un asse dittatoriale stabile tra Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia. Barbie si occupò della parte militare, mentre il banchiere Enrique Garcia, finanziato da istituzioni statunitensi, delineò un nuovo ordine economico sul modello cileno per attirare investimenti da multinazionali americane, a patto che venisse garantita l assenza di opposizioni di sinistra per almeno dieci anni. Il podcast si chiude evidenziando come la fuga dei nazisti non sia stata una serie di latitanze isolate, ma una precisa strategia geopolitica occidentale, lasciando aperti gli interrogativi sui reali livelli di consapevolezza dei vertici vaticani e sui dettagli del putsch boliviano, temi che verranno trattati nell episodio successivo.