Antonio Evangelista al “Forum internazionale sulla criminalità e diritto penale nell’era globale”

Si è tenuta il 29-31 Ottobre 2011 allo Xijiao Hotel di Pechino (Cina), la “Terza Sessione del Forum internazionale sulla criminalità e diritto penale nell’era globale”, che ha visto la partecipazione  delle delegazioni provenienti da 17 diversi paesi. Tema della conferenza, il terrorismo in tutto il mondo in epoca post-Bin Laden e le contromisure da adottare. A far parte della delegazione italiana, in considerazione della reputazione nel campo della criminalità e diritto penale, è stato invitato Antonio Evangelista, Vice Questore Agg.to della Polizia di Stato italiana, che ha diretto le indagini sui crimini di guerra e guidato la polizia criminale nei Balcani, ed autore dei libri “La torre dei crani” e “Madrasse”.

La terza sessione del IFCCLGE (International Forum on Crime and Criminal Law in the Global Era), ha coinciso con il decimo anniversario dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle. Un evento di indimenticabile dolore in tutto il mondo, che ha dato l’avvio a livello mondiale, ad una svolta importante nella lotta al terrorismo.

Esperti di criminologia e diritto penale, provenienti da Cina, Francia, Germania, Italia, America, Russia, Giappone e Spagna, hanno organizzato il Forum internazionale sulla criminalità e diritto penale nell’era globale (al quale hanno partecipato delegazioni da altri 9 stati, tra cui Regno Unito, Canada, Corea, Grecia, Brasile, India , Pakistan, Ungheria e Polonia), al fine di studiare l’applicazione di misure atte a proteggere e salvaguardare i diritti umani e promuovere una riforma penale internazionale.

Tra gli aspetti presi in esame durante i lavori, la mappatura strategica delle attuali leggi anti-terrorismo a livello globale; i cambiamenti della politica globale e l’incidenza sul fenomeno terroristico; le nuove strategie di lotta al terrore.

Particolare attenzione, è stata dedicata ai drammatici cambiamenti e alle mutevoli  situazioni strategiche in Medio Oriente, che creano notevoli preoccupazioni per la possibile espansione e accrescimento del potere terrorismo in quell’area.

Un altro fattore decisivo che influenza la condizione strategica della lotta antiterrorismo, è il separatismo etnico e l’estremismo religioso. Negli ultimi anni, il separatismo etnico e l’estremismo religioso è riemerso, imponendo un’influenza significativa sulla condizione strategica della lotta antiterrorismo, come nel caso della Russia.

Altro aspetto dibattuto, il concetto di terrorismo, che senza una definizione riconosciuta a livello globale, non permette una convenzione mondiale che possa vedere tutte le nazioni unite in questa grande lotta.

Al termine dei lavori, ogni delegazione ha presentato un documento nel quale erano indicate le misure antiterrorismo attuate nella propria nazione e le condizioni strategiche, mentre ai singoli delegati è stata data facoltà di scegliere liberamente tra i  tre contenuti principali del tema del convegno.

Di particolare pregio ed interesse, la relazione su  “Criminalità organizzata e terrorismo nei Balcani”, presentata da Antonio Evangelista.

Un breve excursus con cenni storici su criminalità organizzata, sul fenomeno terroristico, sull’attuale situazione nei Balcani, per finire con le possibili strategie da mettere in atto.

Un dettagliato resoconto di come dalla cosiddetta “”Pizza Connection” (il traffico internazionale di stupefacenti che coinvolgeva le famiglie italiane) si è arrivati alla “Balkan Connection”, tanto forte ed agguerrita, da poter ordinare l’uccisione del Procuratore Giuliani.

Gli argomenti sviluppati:

1. L’italo-americana “PIZZA CONNECTION”, su indagine dell’FBI in Usa,

2. Il nazionalismo nei Balcani –  Bosnia, Serbia e Kosovo, ecc …

3. Il processo di democratizzazione in Albania,

4. La guerra in Jugoslavia.

• Collasso del totalitarismo,

• Smembramento della Jugoslavia, Caos delle istituzioni,

• Conflittualità delle Nazioni,

• Guerra …..

Le rotte della droga:

Quando scoppiò la guerra, la criminalità organizzata albanese ebbe la necessità di  creare nuovi percorsi verso l’Europa occidentale, per evitare le zone di guerra:

• il passaggio “del sud”, attraverso Turchia, Bulgaria, Macedonia, Kosovo, Albania fino in Italia,

• il passaggio “del nord” di Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Cecoslovacchia, Slovacchia.

“BALCANI – CRIMINALITA’ ORGANIZZATA”

Il “crimine organizzato nei Balcani” con radici o che operano in Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Kosovo, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro, Bulgaria, Grecia e Romania.

Le operazioni di polizia internazionale nella lotta al narcotraffico e ai mafiosi… E non solo!

• Kalid Sheikh Mohammed,

• Bin al Shibb,

• Ben Mohamed Atta,

• Khalid al Mihdhar,

• Nawaf al Hazmi,

Tutti i terroristi dell’attentato alle Torri Gemelle, del 9 settembre 2001, che erano presenti nei Balcani durante la guerra.

Le visite in Bosnia di Bin Laden, il contrabbando di armi in Bosnia, grazie all’apertura di nuovi canali con l’Iran e la cellula terroristica in Kosovo.

un famigerato comandante del Kosovo Liberation Army (KLA) Niam Behljulji, noto come Hulji, contatto di giornalisti infiltratisi nella cellula di estremisti musulmani.

Ha anche posato sorridente per una fotografia, tenendo la testa mozzata di una delle sue vittime.

Ma di cellule terroristiche, non c’è solo quella kosovara, tant’è che nella relazione di Evangelista, vengono ricordate quella in Serbia (a Novi Pazar), e quella italiana, composta da cinque nordafricani, smantellata nel 2008, che era guidata da Khalil Jarraya, un veterano della guerra del 1992-95 in Bosnia, che era un alto comandante dei volontari arabi. Khalil Jarraya aveva ottenuto la cittadinanza bosniaca a causa del suo servizio durante la guerra.

Una precisa ricostruzione del fenomeno terroristico e del legame con la storia dei Balcani, fino ad arrivare allo stato attuale, con l’attacco all’aeroporto di Francoforte, nel corso del quale sono stati uccisi due aviatori americani. L’indagine contro Arid Uka (il terrorista autore dell’attentato), ha sollevato una questione di connessione tra tedeschi e bosniaci di organizzazioni islamiche.

A chiudere l’intervento, le possibili misure di prevenzione in materia di criminalità organizzata e terrorismo, sottolineando la necessità di punire rigorosamente i “colletti bianchi” collusi.

o indagini finanziarie,

o coordinamento di intelligence e di comunicazione,

o processo di screening per pubblici ufficiali,

o lista rossa delle persone e società non adatte a lavorare con le istituzioni pubbliche a causa del legame con la criminalità organizzata, a parere di un esperto come Evangelista, sono gli strumenti che dovrebbero aiutare gli inquirenti nelle indagini atte a stabilire eventuali episodi di corruzione e/o collusione con la criminalità organizzata, da parte di “colletti bianchi”.

I lavori del “Forum internazionale sulla criminalità e diritto penale nell’era globale”, verranno in seguito pubblicati in più lingue, affinchè possano rappresentare una traccia da seguire a livello mondiale nella lotta al crimine ed al terrorismo.

gjm

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