Cia – “I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”.
22° Episodio. Legge Fabio Fabiano

Le ombre fitte e inquietanti che avvolgono la storia d’Italia. Cosa succede quando la verità emerge dai cassetti polverosi della CIA, decenni dopo i fatti che hanno insanguinato le nostre piazze? Il confine tra chi deve proteggere lo Stato e chi lo attacca sembra svanire in un gioco di specchi che oggi, grazie ai documenti declassificati, assume contorni finalmente nitidi.
Benvenuti a un nuovo, imperdibile appuntamento con il podcast Italia Segreta: La Strategia della Tensione e l’eversione nera nel Dossier CIA. In questo 22° episodio, attraverso l’analisi lucida di Isabella Silvestri e la voce narrante di Fabio Fabiano, esploriamo un documento della CIA della metà degli anni Ottanta, reso pubblico solo nel 2011, che riscrive la narrazione degli anni di piombo.
Mentre lo Stato celebrava i successi investigativi contro le Brigate Rosse, i servizi segreti americani osservavano una realtà diversa. Da un lato, la residua capacità d’azione dell’estrema sinistra tra attentati a depositi NATO e covi scoperti; dall’altro, una manovra psicologica coordinata per simulare una forza militare ormai svanita. Ma è nel cuore dell’eversione nera che il Dossier CIA rivela i dettagli più scabrosi.
Gli analisti americani mettono nero su bianco un’analisi speciale sul terrorismo di destra in Italia, definito come uno strumento di destabilizzazione sociale attivo da decenni. Dalle Camicie Nere ai tragici attentati della Banca Nazionale Agricola di Milano e della stazione di Bologna, emerge un quadro di violenza sistematica alimentata da legami ambigui con il narcotraffico e finanziamenti occulti.
Il dossier non usa mezzi termini. Vengono elencate sigle come NAR, Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, in una galassia di oltre cinquanta piccoli gruppi che seminavano il caos per spingere l’opinione pubblica a invocare l’ordine. Ma il vero punto di rottura è l’accusa rivolta agli apparati. La CIA evidenzia prove di contatti tra terroristi neri e membri dei servizi di sicurezza italiani.
Dall’ombra del generale Giovanni De Lorenzo e del SIFAR al coinvolgimento di figure come Stefano Delle Chiaie e Licio Gelli, il podcast ricostruisce i fili che legavano l’eversione nera a segmenti deviati dello Stato. Perché le indagini sulla destra finivano spesso in assoluzioni o fughe all’estero, mentre per la sinistra il trattamento giudiziario era rigorosissimo? Era davvero cinismo pubblico o un piano strutturale di complicità?
Non dimentichiamo che quanto riportato è la visione degli uomini di Langley. Una visione apparentemente da osservatori esterni. Ma era davvero così?
Quanto c’era di realmente concreto nelle trame eversive degli apparati dello Stato?