
In vista delle elezioni di medio termine del 2026, il presidente Donald Trump ha sollevato un polverone politico invitando i repubblicani a prendere il controllo e nazionalizzare il processo di voto negli Stati Uniti. Durante un’intervista con l’ex direttore dell’FBI Dan Bongino, tornato alla sua attività di podcaster dopo le dimissioni di dicembre, Trump ha ribadito affermazioni sulla presunta influenza impropria del voto dei non cittadini, nonostante gli esperti confermino che tali episodi siano estremamente rari e già perseguiti dalla legge.
I repubblicani dovrebbero dire vogliamo prendere il controllo, ha dichiarato Trump, aggiungendo che la nazionalizzazione del voto dovrebbe riguardare almeno quindici aree specifiche del Paese. Il presidente ha descritto alcuni stati come corrotti, puntando il dito contro le attuali procedure di conteggio delle schede. La Costituzione degli Stati Uniti assegna chiaramente alle legislature statali l’autorità di stabilire tempi, luoghi e modalità delle elezioni federali, ponendo seri dubbi sulla legittimità di un intervento centralizzato.
La Casa Bianca, tramite la portavoce Abigail Jackson, ha cercato di chiarire la posizione del presidente spiegando che l’obiettivo è garantire la sicurezza elettorale attraverso il SAVE Act, una proposta legislativa che mira a introdurre standard uniformi per i documenti d’identità con foto, limitare il voto per corrispondenza e vietare la raccolta organizzata delle schede.
Dura la reazione dei democratici. Il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha definito le parole di Trump assurdamente illegali, accusandolo di ignorare i principi costituzionali e di minacciare la democrazia. Secondo Schumer, l’idea di nazionalizzare le elezioni calpesta l’autonomia degli stati garantita dalla carta fondamentale.
La tensione politica è altissima poiché le elezioni di quest’anno decideranno il controllo della Camera e di 35 seggi al Senato e con margini di maggioranza molto ristretti, Trump ha avvertito il suo partito che una sconfitta alle Midterm potrebbe spianare la strada a una procedura di impeachment contro di lui.
Parallelamente, Trump continua a contestare i risultati delle elezioni del 2020. Recentemente ha fatto riferimento al sequestro dei verbali originali delle votazioni in Georgia da parte dell’FBI presso il Fulton County Elections and Operations Hub, suggerendo che da questi documenti emergeranno prove a sostegno delle sue teorie sulla frode elettorale, nonostante le numerose smentite ufficiali e giudiziarie avvenute negli ultimi anni.
Gian J. Morici
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