21 Aprile 2024
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5 thoughts on “Vincenzo Calcara difende Matteo Messina Denaro e attacca il pm Gabriele Paci

  1. Buongiorno, sono Lucia Calcara, figlia di Vincenzo Calcara.
    Voglio precisare che il titolo di questo articolo è non veritiero e fuorviante, poiché se se Jean Joseph Morici avesse letto molto più attentamente il post scritto da mio padre sul suo profilo non avrebbe potuto non accorgersi di quanto segue. Mio padre scrive : posso affermare per cognizione diretta che quando Francesco md mi diede l incarico di uccidere il giudice Paolo Borsellino francesco MD era a tutti gli effetti il capo assoluto della famiglia mafiosa di Castelvetrano e del mandamento e non lo era il figlio Matteo,tant e vero che la cupola ha dato a Francesco md l incarico di organizzare un piano per uccidere il giudice Paolo Borsellino e nello stesso tempo di mettere a disposizione un valido soldato riservato della famiglia affinché partecipasse all omicidio. Tengo a precisare che in quella occasione Francesco md era in piena forma e in ottima salute. Se dopo la mia collaborazione iniziata subito dopo il mio arresto avvenuto il 5 novembre 1991 Matteo Messina Denaro ha preso il posto del padre questo non lo so e sono sicuro che la corte d assise di Caltanissetta saprà giudicare la posizione di Matteo Messina Denaro che per me è e rimane sempre un carnefice che ha sparso tantissimo sangue.
    Ciò che mio padre ha fatto dall inizio della sua collaborazione fino ad ora è soltanto il suo dovere di un uomo civile e sincero che a suo tempo fece la scelta giusta di collaborare con il giudice Paolo Borsellino che gli cambio’ radicalmente la vita è nostro padre trasmesse a noi figlie valori come la Verità, la Giustizia, la lealtà e di lottare fino alla fine affinché questi valori trionfino a qualsiasi prezzo senza aver paura. Non permetto a nessuno tantomeno a lei signor Morici di infangare la buona fede e la lealtà di mio padre, qualità che il dottore Borsellino aveva visto in lui  così come tutta la famiglia Borsellino che da circa 30anni onora la nostra famiglia di stima e affetto sincero ovviamente ricambiato

  2. Signor Morici, prima di diffamare mio padre insinuando che difende Matteo Messina Denaro aggiunga al suo articolo ciò che ha scritto mio padre nel suo post ( che lei non ha pubblicato integralmente) al suo articolo. “Quando nell’ autunno del 1991 – ero latitante- ho incontrato Matteo Messina Denaro , gia’ adulto in quanto aveva 29 anni , non sapevo il suo ruolo all’ interno della famiglia mafiosa di Castelvetrano , ma in quella occasione il suo ruolo era anche di partecipare per uccidere il Dott. Paolo Borsellino e ho capito che tra lui e il padre c’era una perfetta simbiosi, come se erano la stessa persona .Contrariamente a quanto dichiarato da alcuni Collaboratori di Giustizia durante il Processo che si sta celebrando a Caltanissetta che vede imputato Matteo Messina Denaro , posso affermare per cognizione diretta che quando Francesco Messina Denaro mi diede l’ incarico di uccidere il Dott. Paolo Borsellino Francesco Messina Denaro era a tutti gli effetti il capo assoluto della famiglia mafiosa di Castelvetrano e del mandamento e non lo era il figlio Matteo. Tanto e ” vero che la cupola ha dato a Francesco Messina Denaro l- incarico di organizzare un piano per uccidere il Giudice Borsellino e , nello stesso di mettere a disposizione un valido soldato riservato della famiglia affinche ” partecipasse all” omicidio .Tengo a specificare che in quella occasione Francesco Messina Denaro era in piena forma e in ottima salute. Se dopo la mia Collaborazione, iniziata subito dopo il mio arresto avvenuto il 5 novembre1991, Matteo Messina Denaro ha preso il posto del padre o che Matteo sia uno dei mandanti , questo io non lo so e sono sicuro che la Corte di Assise di Caltanissetta sapra ” giudicare la posizione di Matteo Messina Denaro , che per me e” e rimane sempre un carnefice che ha sparso tantissimo sangue .”

  3. Gent.ma Ester Calcara, quanto scritto da suo padre in merito al ruolo che Matteo Messina Denaro non avrebbe avuto all’interno di ‘cosa nostra’, coincide esattamente con quello che i difensori del boss hanno messo in evidenza nel corso della loro arringa, aggiungendo inoltre – suo padre – tutta una serie di sue personali considerazioni, che non trovano riscontro negli atti processuali, con i quali mira a screditare i collaboratori di giustizia che hanno testimoniato in questo e altri processi sul ruolo del boss attualmente latitante e su quello del di lui padre, durante quel periodo. Voglio inoltre ricordarle, che nel corso di una conversazione telefonica tra me e il suo illustre genitore, avvenuta circa due anni addietro, dinanzi la mia domanda sul perchè non avesse parlato di Matteo Messina Denaro, suo padre mi rispose che ne avrebbe spiegato le ragioni. 18 anni circa non gli erano stati sufficienti per dire ciò che sapeva? Del resto, anche con questo suo post conferma che nell’autunno del 1991 – quindi prima dell’arresto e dell’inizio della collaborazione di suo padre – questi aveva incontrato Matteo Messina Denaro e seppur non conoscendone il suo all’interno della famiglia mafiosa di Castelvetrano, ebbe ben chiaro che il suo compito era anche quello di partecipare all’uccisione del Dott. Paolo Borsellino. Aggiunge inoltre di aver capito che tra lui e il padre c’era una perfetta simbiosi, come se fossero stati la stessa persona…Appare chiaro dunque che Matteo Messina Denaro avesse un ruolo non di secondo piano e che suo padre ne fosse stato consapevole. Perchè per tanti anni, come affermato dai giudici Camassa e Russo non ne parlò mai? A chi disse che era stato progettato un piano omicidiario in danno del Dott. Paolo Borsellino, nel quale il figlio di Francesco Messina Denaro avrebbe avuto un ruolo? Le domande sarebbero ancora molte, una per tutte, quella se suo padre confessò mai di aver trasportato il tritolo destinato all’attentato a Borsellino, così come poi narrato nei suoi memoriali. Per quanto di mia conoscenza, non avvenne mai, tant’è che a suo padre non venne mai imputato il concorso in strage. Ma come diceva Voltaire, il tempo è un galantuomo, rimette a posto tutte le cose, non dispero dunque del fatto che si faccia chiarezza sul contributo che suo padre – per sua ammissione – diede al compimento della strage di Via D’Amelio. Così come mi auguro la stessa cosa possa accadere per gli omicidi che ha dichiarato e per i quali non mi risulta abbia mai pagato il suo debito con la giustizia. Un capitolo a parte meriterebbe la costante accusa che non gli venne mai data la possibilità di un confronto con i tanti pentiti che hanno sempre affermato che Vincenzo Calcara non aveva mai fatto parte di ‘cosa nostra’. Come lei certamente ben sa, a seguito di una querela proposta da suo padre nei miei confronti, nel mese di febbraio si è tenuta ad Agrigento la prima udienza, adesso rinviata al mese di ottobre, nel corso della quale il mio legale ha chiesto di ammettere nella qualità di testi Giovanni Brusca, Vincenzo Sinacori, Francesco Geraci e altri, ovvero tutti coloro che suo padre avrebbe da sempre sostenuto di volere e potere smentire, definendoli ‘falsi collaboratori di giustizia’. Sono rimasto esterrefatto quando il difensore legale del suo genitore, ha avanzato al giudice la richiesta a non voler concedere l’ammissione dei testi… ma come, Calcara lamenta di non aver mai potuto dimostrare in un’aula giudiziaria che costoro erano falsi collaboratori di giustizia, e adesso che gliene do occasione il suo avvocato difensore cerca d’impedirlo? Non ricordavo inoltre di aver letto, come lei scrive nel suo commento, che Vincenzo Calcara nel post avesse scritto: “Se dopo la mia Collaborazione, iniziata subito dopo il mio arresto avvenuto il 5 novembre1991, Matteo Messina Denaro ha preso il posto del padre o che Matteo sia uno dei mandanti , questo io non lo so e sono sicuro che la Corte di Assise di Caltanissetta sapra ” giudicare la posizione di Matteo Messina Denaro , che per me e” e rimane sempre un carnefice che ha sparso tantissimo sangue” . Orbene, rileggendo quanto scritto da suo padre, di cui esistono screenshot e prove testimoniali, non risulta affatto la frase da lei citata e di recente aggiunta ai post di Vincenzo Calcara. Le ricordo che le modifiche a post ecc sono tracciabili, oltre che documentate da testimonianze, foto e screenshot… Le auguro una buona giornata. Gian J. Morici

  4. Riguardo il post di suo padre, rispetto al quale lei afferma che io non lo avrei riportato in maniera integrale, oltre gli screenshot che ho postato nel mio commento in risposta ai vostri sulla mia pagina Facebook, la invito a verificare lei stessa le modifiche apportate. In alto a destra del post, vedrà tre puntini, cliccando sui quali scende una tendina nella quale trova scritto “Visualizza cronologia modifiche”. Cliccandoci su le compariranno le modifiche apportate. Nel primo non c’è nulla di quanto da lei riportato nel suo primo commento. Il secondo è quello modificato. Appare evidente come il primo, senza le parti modificate, era la difesa di MMD, così come io ho scritto, mentre con il secondo si è cercato tardivamente e invano, di riparare all’errore… Invano perchè ormai quel post, quello sì diffamatorio di un magistrato, era ormai stato letto… Cordialmente Gian J. Morici

  5. matteo messina denaro le Fantôme de cosa nostra le Tueur de Capaci le Monstre de Trapani la Bête de Castelvetrano et l’homme au cent morts…..O Diabolik U Siccu…rentres bien dans ton cerceuil car tu y resteras…..L.S.

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