DROGHE: ASS. COSCIONI E ALTRE ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL GOVERNO: “OCCORRE UN DIBATTITO APERTO ED ONESTO SULLE POLITICHE SULLE DROGHE”

VERSO IL COMMISSION ON NARCOTIC DRUGS (CND) DI VIENNA (18-22 MARZO)

DROGHE: ASS. COSCIONI E ALTRE ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL GOVERNO: “OCCORRE UN DIBATTITO APERTO ED ONESTO SULLE POLITICHE SULLE DROGHE”.

Dal 18 al 22 Marzo 2019 si terrà un appuntamento molto importante per le politiche globali sulle droghe, la 62esima sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND) l’organo politico dell’ONU incaricato di gestire le convenzioni internazionali sugli stupefacenti durante il quale ministri e capi di stato dei paesi membri delle Nazioni Unite discuteranno della politica globale della droga. Si svolgerà a Vienna, sede dell’UNODC (l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del controllo delle droghe), partecipano 53 Stati, a turno in rappresentanza delle aree geografiche fra quelli che hanno aderito alle Convenzioni. Fra questi c’è anche l’Italia.

 

Presso la Sala Stampa della Camera Associazione Luca Coscioni, La Società della Ragione, Forum Droghe, NCA, LILA e CGIL, con l’adesione di Antigone, Arci, A Buon Diritto e LegacoopSociali hanno divulgato i contenuti della lettera inviata al Governo per chiedere un dialogo pubblico, richiamando il documento finale di UNGASS 2016 che riconosceva come “le rappresentanze degli organismi della società civile dovrebbero essere messe in grado di svolgere un ruolo partecipativo …a supporto della valutazione delle politiche e dei programmi circa le droghe. 

 

“Coinvolgere chi segue da decenni leggi e politiche sulle droghe a livello nazionale e all’ONU è una misura di riduzione del danno – spiega Marco Perduca,che coordina le attività antiproibizioniste dell’Associazione Luca CoscioniAnche se con opinioni radicalmente opposte a quanto il Ministro Fontana propone dall’inizio del suo mandato, l’esperienza di chi segue costantemente i danni della proibizione possono evitare un aggravamento della penalizzazione di reati senza vittima ed evitare ulteriori isolamenti del nostro paese in consessi multilaterali”.

 

In sintesi nella lettera si chiede:

·         La piena conformità di tutti gli aspetti del contrasto alla droga – dalla riduzione dell’offerta alla riduzione della domanda – “con gli scopi e i principi delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

·         Una maggiore coerenza all’interno del sistema ONU fra lo United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) e le altre agenzie, in specie la WHO, UNAIDS, lo UNDP (United Nations Development Programme) e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

·         Il collegamento (e la compatibilità) fra gli obiettivi di contrasto alla droga e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile(Sustainable Development Goals – SDG), questi ultimi centrati sulla promozione della pace, della sicurezza, del benessere delle comunità.

·         L’incremento degli sforzi a livello internazionale e nazionale per risolvere il grave problema dell’insufficiente disponibilità di sostanze psicoattive a uso medico.

“E’ evidente che l’obiettivo di “eliminare, o significativamente ridurre, la disponibilità di droga entro dieci anni”stabilito una prima volta a UNGASS 1998 e reiterato alla CND 2009, non è stato raggiunto – sostengono i sottoscrittori della lettera – a distanza di più di 20 anni, è giunta l’ora di riconsiderare questo obbiettivo, a valenza più ideologica che pragmatica, per trovare invece obiettivi più ragionevoli e realistici, nonché più misurabili: in modo da permettere una valutazione effettiva delle politiche (sulla base di indicatori di esito e non solo di “processo”, utili solo a considerare gli sforzi fatti e non la validità degli obiettivi proposti). Un esempio di nuovi obiettivi potrebbe essere, nell’ambito della salute, la riduzione delle morti droga correlate e la riduzione dell’incidenza di HIV e HCV; nell’ambito delle politiche penali, la riduzione dei tassi di incarcerazione.

 

Per questo scopo, come proposto dalle reti internazionali della Società Civile, si chiede “che il governo italiano sostenga l’istituzione di una commissione – cui la società civile partecipi – per la revisione e l’adeguamento degli indicatori di valutazione delle politiche globali “.

 

Gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno anche deciso di tenere un “Segmento Ministeriale di alto livello” immediatamente prima (14-15 Marzo) della sessione ordinaria della CND “per fare il punto sull’attuazione degli impegni presi per affrontare congiuntamente e contrastare il problema mondiale della droga, in particolare luce della data prevista per il 2019” che miravano a sradicare o ridurre in modo significativo la portata complessiva del mercato della droga illegale. È evidente che questo obiettivo è stato largamente disatteso e che la “War on Drugs” rilanciata a New York nel 1998 sia fallita. Nel corso della CND 2019 si potrebbe anche esaminare la raccomandazione di riclassificazione della cannabis recentemente licenziata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il ritardo nella sua trasmissione potrebbe però fare rinviare la decisione al prossimo anno.

 

Maggiori info nello speciale di Fuoriluogo: https://www.fuoriluogo.it/vienna2018

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