Cia – “I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”. 32° Episodio.
Legge Fabio Fabiano
Il trentaduesimo episodio del podcast curato da Isabella Silvestri, intitolato “La Black International e l’alleanza tra neofascisti e Brigate Rosse”, getta luce su una delle pagine più oscure e complesse della storia recente. Attraverso la voce narrante di Fabio Fabiano, la puntata analizza un rapporto dell’8 marzo 1979 desegretato dalla CIA nel 2007. Questo documento, originariamente centrato sugli equilibri politici, economici ed energetici dell’Europa Occidentale, svela i timori dell’intelligence americana rispetto alle tendenze dei partiti comunisti e, soprattutto, alle evoluzioni del terrorismo globale.
Il nocciolo dell’episodio è la riproduzione da parte della CIA di un articolo esplosivo scritto dal giornalista Roberto Chiodi per il settimanale L’Europeo nel gennaio del 1979, intitolato “Black International: Terrorist spokesman discuss plans” (così riportato dal documento della CIA). Il pezzo documenta una realtà che all’epoca poteva sembrare fantapolitica: la riorganizzazione della rete neofascista internazionale non più attraverso isolati attentati dinamitardi, ma tramite una strategia su scala globale, finalizzata a fare dell’Europa il campo di battaglia di un’imminente Terza Guerra Mondiale contro l’asse USA-URSS.

Per fare questo, l’estrema destra decise di stringere alleanze operative impensabili con l’estrema sinistra di matrice maoista, trovando punti di contatto ideologici insospettabili. La convergenza trovò un terreno di sperimentazione pratico nel Laos, dove i gruppi neofascisti e della sinistra radicale si unirono per sostenere la guerriglia anticomunista e filocinese contro l’avanzata vietnamita sostenuta dall’Unione Sovietica.
A tessere le fila di questa rete asiatica, che comprendeva imponenti traffici di armamenti pesanti acquistati da aziende europee e italiane, c’era l’italiano Giuliano Miotti Konisberg. Personaggio ambiguo con un passato nello spionaggio per la Germania Est e lambito dalle indagini sulla strage di Piazza della Loggia, Miotti era riuscito a ottenere la protezione della Black International per il governo laotiano in esilio a Perpignan, muovendosi con passaporto diplomatico e coperture tra la Francia e la Spagna.
Nelle interviste raccolte da Chiodi a Barcellona, figure chiave come il nazista Tolo Blasco confermavano apertamente questa clamorosa saldatura ideologica. Blasco dichiarava che i concetti di Mao non erano poi così distanti da quelli di Hitler e che la fazione filocinese delle Brigate Rosse, divisa da quella filorussa, era in contatto stretto con l’organizzazione, trovando persino rifugio in Spagna sotto la protezione dei neofascisti locali. L’obiettivo comune, condiviso anche con il gruppo armato spagnolo GRAPO, era creare una zona franca in Asia per unire gli opposti estremismi e pianificare un nuovo ordine mondiale che superasse i vecchi leader e le divisioni tradizionali della seconda guerra mondiale.
A gestire logisticamente i latitanti della destra radicale italiana (come Sandro Saccucci e Stefano delle Chiaie) e a stabilire i contatti con i rifugiati delle Brigate Rosse in terra spagnola era Luis Garcia Rodriguez, un uomo d’affari legato a coperture commerciali.
La CIA monitorava con estrema apprensione questo scenario. Come conclude Isabella Silvestri, la preoccupazione dei servizi segreti americani non era legata solo alla nascita di un’alleanza terroristica globale tra opposte fazioni sostenuta dalla Cina, ma anche a un rischio di sicurezza immediato, poichè i leader di questa vasta rete criminale eversiva erano in possesso di agende personali contenenti i nomi e i contatti dei principali agenti della CIA operativi in Europa.
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