Il rapporto conclude che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, risultando responsabili di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, oltre che di crimini di guerra in Cisgiordania.
Il rapporto della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite diffuso ieri conclude che i bambini di Gaza e della Cisgiordania sono stati deliberatamente presi di mira dalle autorità e dalle forze di sicurezza israeliane. Per Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, queste conclusioni devono rappresentare un punto di svolta: la comunità internazionale non può più ignorare le sofferenze dei bambini palestinesi e deve garantire che i responsabili ne rispondano.
Secondo il rapporto, infatti, le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, risultando responsabili di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, oltre che di crimini di guerra in Cisgiordania. È solo la seconda volta nella storia di una Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite che un rapporto è dedicato specificamente alle violazioni commesse nei confronti dei minori: la sua pubblicazione testimonia la portata e la gravità senza precedenti delle violazioni perpetrate contro i bambini nel Territorio Palestinese Occupato.
“Le conclusioni della Commissione d’inchiesta sono sconvolgenti. L’entità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane documentate dalla Commissione hanno provocato un numero senza precedenti di morti, feriti oltre a traumi psicologici tra i bambini di Gaza e della Cisgiordania. Dall’inizio della guerra a Gaza, secondo le informazioni disponibili, oltre 20.000 bambini palestinesi sono stati uccisi e più di 44.000 sono rimasti feriti.
Il rapporto mostra chiaramente la portata delle sofferenze subite dai bambini palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Il mondo non può più voltarsi dall’altra parte. Nessun bambino dovrebbe mai essere un bersaglio.
Attraverso il proprio lavoro sul campo, Save the Children assiste ogni giorno a ciò che questi dati raccontano. Nei nostri programmi a Gaza sosteniamo bambini malnutriti a causa di una politica di fame deliberatamente imposta, bambini segnati psicologicamente dagli orrori della guerra, bambini feriti da proiettili, bombe o schegge. In Cisgiordania garantiamo servizi di recupero scolastico ai bambini che hanno subito continui attacchi alle loro scuole, così come offriamo servizi di salute mentale ai minori precedentemente detenuti e a quelli colpiti da incursioni militari, violenze dei coloni e sfollamento forzato.
Gli Stati membri dell’ONU devono inoltre adempiere ai propri obblighi per garantire che i bambini palestinesi, come tutti gli altri bambini, siano protetti e che si ponga fine all’impunità”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, Direttore regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale.
Save the Children chiede a tutti i governi di sospendere il trasferimento di armi al Governo di Israele e di dare piena attuazione al Parere Consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024. Gli Stati membri devono agire immediatamente per impedire il protrarsi di questi atroci crimini nel Territorio Palestinese Occupato e astenersi da qualsiasi forma di complicità con effetto immediato.