“Ancora una volta il collega La Vardera dimostra di parlare senza sapere di cosa parla, contraddicendosi da solo nel giro di poche righe. Da un lato ci dice che gli invasi sono stracolmi – circostanza dovuta certamente alle piogge abbondanti di quest’inverno, ma anche ai tanti lavori di efficientamento delle reti voluti dal governo regionale e alle politiche di risparmio idrico che hanno permesso un minor consumo – e dall’altro ci parla di crisi imputandone la colpa al governo. Se gli invasi sono pieni, la crisi non può essere figlia della scarsità d’acqua, ma semmai della sua distribuzione. E su questo il governo sta lavorando.
Uscire da Siciliacque poi è soltanto uno slogan vuoto. Significherebbe ritornare a un periodo di frammentazione della gestione delle risorse, proprio quella che ha prodotto il caos che abbiamo ereditato. La gestione unificata e controllata è invece parte del processo che oggi ci permette di avere riserve sufficienti. Avere cultura di governo, invece di atteggiamenti da chiacchierone da salotto, significa proprio questo: affrontare i problemi in modo concreto e costruttivo, non lanciare proclami che non hanno alcuna base tecnica o giuridica.
Devo però riconoscere a La Vardera un merito e una straordinaria capacità. Quella di essere riuscito, nonostante la giovane età, a recuperare in velocità quanto a immaginazione e a capacità di spararle grosse, come i suoi amici che hanno lasciato la Sicilia con 7 miliardi di debiti.”
Lo ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Stefano Pellegrino, rispondendo alle dichiarazioni di Ismaele La Vardera, che ha proposto che la Regione esca da Siciliacque.