di Diego Romeo

Se il medicartista Salvatore Nocera Bracco nei suoi libri si esprime con “fantasiosa, visionaria scrittura carica di originalità e freschezza”, anche nei suoi spettacoli “pirateschi e picareschi” ridisegna la figura ed il ruolo del Medico con diagnosi socializzanti e terapie stringenti.. Ed ecco “Il medicoartista” l’altra sera nel saloncino del Centro pluridisciplinare di arte e comunicazioni visive di Via Bentivegna, offrirsi come” medico che, nel suo mettersi in relazione (d’aiuto) con se stesso, gli altri, il mondo, attinge non solo dalle sue competenze professionali, ma anche dalle sue risorse umane, modulandole alla conquista del bene relazionale”. In questo suo ultimo e dichiarato “DISSENSO”” Nocera Bracco ci immerge e ci rappresenta nei nostri stati d’animo di animule spettatrici impotenti di fronte ai percorsi dei filibustieri mondiali che si muovono tra i genocidi fuori dai canoni di umanità, solidarietà, poesia. teatro. Un felice ritorno in questo spettacolo anche della sua famosa filastrocca imprecante “Bastardi”, che a ridosso di una chiusura di campagna referendaria ottiene un effetto vicariante o devastante. Fate voi. Di certo, questo centro di arti visive, inaugurato alcune settimane fa, sta mantenendo le promesse liberatorie e dimostrative di un plotone di esecuzione artistica che risponde ai nomi di Provenzano, Pagano, Bonanno, Trapani, Zambuto. Ed era stato lo stesso Nocera Bracco in un suo articolo pubblicato da Telamone.news a ribadirne le intenzioni esordendo con suoi versi: Forme non forme si delineano
Indagando l’informe
Movimento continuo
Nature non ancora delineate
O già morte da un pezzo
Processo indefinito
Eppure così puntuale (snb)
Con la Costituzione alla mano anche l’altra sera Nocera Bracco addita “ il Dialogo – contro ogni narcisistica Weltanschauung spesso affibbiata inopinatamente agli artisti – questo loro dialogo aperto e generativo, dentro cui l’esperienza dell’uno, la sua visione pittorica e culturale, diventa stimolo per l’altro, senza pregiudizi né infingimenti. Un’espressione culturale, artistica e letteraria che rende Agrigento nel suo insieme un evento espressivo contro il piombo delle contraddizioni, della disorganizzazione, della spiccata auto-referenzialità, del malaffare e delle malefigure” di questi tempi governativi e referendari. Finalmente un po’ di cultura che non si richiami alle enogastronomie degli scrittori e al botteghino delle vanità.