LA SCUOLA ITALIANA IN FRANCIA NON PARLA DI MAFIA

Lettera aperta al Dirigente scolastico del liceo scientifico  “Leonardo da Vinci” di Parigi

imageLettera aperta a firma di Giuseppe Ciminnisi, Coordinatore nazionale dei Familiari Vittime di mafia, dell’Associazione “I cittadini”, e del Presidente della “Fondazione Accursio Miraglia”, Nicolò Miraglia, indirizzata al Prof. Aurelio Alaimo, Dirigente Scolastico dell’Istituto comprensivo statale “Leonardo da Vinci” di Parigi e p.c. a: Ministero degli Affari Esteri,Ministero Istruzione e Consolato Generale d’Italia a Parigi.

A nome di tanti familiari di Vittime innocenti di mafia:

“La mafia uccide, il silenzio pure”, recitava la scritta sullo striscione che gli amici di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel maggio del ’78, mostravano, quasi fosse un vessillo, per accompagnare il loro amico alla sua ultima dimora.

Sembrava che le cose nel tempo fossero cambiate – scrivono Ciminnisi e Miraglia – Società civile, associazioni, stampa e scuola, mostravano di aver preso consapevolezza ribellandosi al giogo di chi aveva fatto dell’omertà la prima regola da rispettare.

Da un po’ di tempo a questa parte, assistiamo ad un preoccupante fenomeno. L’antimafia nelle varie sue forme è sempre più coinvolta in vicende scandalose. I film hanno per protagonisti i mafiosi, i libri narrano la vita di ergastolani e pentiti. Ci mancano solo i cortei e le manifestazioni in loro favore, per finire con lo sdoganare e legittimare le mafie.

Anche il figlio di Bernardo Provenzano, il boss che sta scontando l’ergastolo per reati di mafia, tra cui il suo coinvolgimento nelle stragi dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si ritaglia un proprio spazio accogliendo i turisti americani, ai quali fa da cicerone in Sicilia, illustrando loro la figura paterna.

Da sx: Giuseppe Ciminnisi e Nico Miraglia

Da sx: Giuseppe Ciminnisi
e Nico Miraglia

E le vittime di mafia? Dimenticate! Pochi gli spazi concessi ai loro familiari che reclamano giustizia. Poche le occasioni di incontri. Una delle poche eccezioni, finora  è stata rappresentata dal mondo della scuola che ha permesso a noi familiari di vittime innocenti di mafia di far conoscere le storie dei nostri cari e di fare opera di sensibilizzazione con i giovani, educandoli in favore della legalità.

Il diniego da parte del Dirigente scolastico del “Leonardo da Vinci” di Parigi – unico liceo italiano –, a rendere possibile un incontro con gli studenti, pertanto ci amareggia a tal punto da scrivere una lettera aperta (inviata per competenza a quanti preposti) in merito ad un fatto che, oltre ad essere increscioso, in questo quadro diventa allarmante.

Le scuole italiane, nel nostro Paese – scrivono Miraglia e Ciminnisi -, hanno ad  oggi hanno consentito gli incontri con gli studenti. La stessa cosa hanno fatto scuole francesi che hanno permesso di poter  tenere incontri aventi per tema la mafia e le conseguenze della stessa sulla società.

Vogliamo augurarci che la scelta del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Parigi, resti un isolato episodio di scarsa attenzione ad un fenomeno che ben altra sensibilità merita, ricordando come silenzio e isolamento rendono più vulnerabili coloro i quali la mafia la combattono veramente e non soltanto svolgendo attività di facciata”.

Questa la lettera indirizzata al Prof. Aurelio Alaimo, del “Leonardo da Vinci” di Parigi e p.c. a Ministero degli Affari Esteri,Ministero Istruzione e Consolato Generale d’Italia a Parigi

 

L’Ecole italienne en France ne parle pas de Mafia

Lettre ouverte au Proviseur du Lycée scientifique “Leonardo da Vinci” de Paris

 

La mafia tue, le silence aussi”, on pouvait lire sur la banderole que les amis de Peppino Impastato, le journaliste tué par la mafia en mai ’78, brandissaient comme un drapeau en accompagnant leur copain jusqu’à sa dernière demeure.

On pouvait croire que le temps avait changé les choses. Société civile, associations, médias et écoles montraient une plus grande prise de conscience en se révoltant contre qui avait élu l’omertà, ou la lois du silence, première règle à respecter.

Depuis quelques temps nous assistons à un phénomène préoccupant. Des représentants de l’antimafia, sous toutes ses formes, sont impliqués dans des faits illégaux.

Sans compter les films qui ont comme protagonistes des mafieux et les livres qui racontent la vie de condamnés à vie et de repentis. Et pourquoi pas des marches ou des manifestations en leur faveur afin de dédouaner et légitimer les mafias ?

Prenons l’exemple du fils de Bernardo Provenzano, le boss en train de purger sa peine de prison à vie pour son implication dans les tueries dans lesquelles on trouvé la mort les magistrats Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, qui a prit l’initiative d’accueillir des touristes américains pour lesquels il se transforme en guide en leur montrant la Sicile de son père en racontant son histoire.

Et le victimes de la mafia ? Oubliées ! L’espace d’expression accordé à leurs familles qui réclament justice est restreint. Les occasions de rencontre sont peu nombreuses.

Par contre, jusqu’à présent, les écoles ont joué un rôle important en permettant à nous, les familles des victimes innocentes de la mafia, de faire connaitre les histoires de nos proches afin de sensibiliser les jeunes à la légalité.

Le refus du Proviseur de l’Institut  “Leonardo da Vinci” de Paris – le seul lycée italien – d’organiser une rencontre avec les étudiants, nous déçoit à tel point que nous avons décidé d’écrire une lettre ouverte (envoyé à qui de lois) concernant un fait qui, en plus d’être regrettable, dans ce cadre précis devient alarmant.

En Italie, les écoles ont toujours permit les rencontres avec les étudiants ainsi que des écoles françaises qui nous ont accordé la possibilité d’organiser des rencontrent sur le thème de la mafia et de ses conséquences sur la société.

Nous espérons que le choix du lycée scientifique “Leonardo da Vinci” de Paris reste un épisode isolé de manque d’intérêt envers un phénomène qui mérité une toute autre sensibilité et nous rappelons que le silence et l’isolement augmentent la vulnérabilité de ceux qui se battent vraiment contre la mafia e non seulement par un intérêt théorique.

Au nom des nombreuses familles de Victimes innocentes de la mafia:

Nicolò Miraglia

Président de la Fondazione Accursio Miraglia

Giuseppe Ciminnisi

Coordinateur National Familiari Vittime di mafia – Ass. “I Cittadini”

 

 

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