
Un motto volgare e pornografico recita che la “lingua batte dove il clito ride”.
Battuta orribile. Sessista. Stupida.
Da questa espressione mi dissocio apertamente e dichiaro che è stata scritta a mia insaputa.
Mai, infatti, avrei voluto che fosse trasposta in un articolo a mia firma e, pertanto, non capisco neppure come vi sia finita.
Sono cosciente del fatto che nessun giornale accetterà questo articolo, come in passato tutti gli altri che ho scritto.
Per questo resto sereno su quello che potrà accadere.
Tuttavia, qualcosa deve essere successo se, per cominciare a raccontare questa nuova storia del “Magistrato della ’NDUJA”, l’intelligenza artificiale mi ha suggerito di usare questo pornografico accostamento tra la lingua e la sua lubrica prossimità a qualcosa di assai scivoloso.
Probabilmente perché stavolta la lingua usata dall’uomo della ‘NDUJA ha tradito – per piccantezza – il suo stesso detentore incastrandolo nel dolore che provoca il sorriso altrui.
Si chiama “la scala di Scoville” e colpisce coloro che si espongono irresponsabilmente ad una eccessiva dose di Capsaicina giudiziaria.
Insomma, qualcosa di molto simile alla scivolata sulla buccia di banana: cadendo ti fai molto male mentre gli altri ridono di un tonfo che potrebbe essere anche mortale.
Bene, anzi male (per quello che vi dirò). Veniamo al punto.
Ho preso atto della reazione scomposta del magistrato Nicola Gratteri nei confronti dei suoi colleghi che voteranno “SÌ” al prossimo referendum di marzo 2026.
Sostanzialmente ha fatto capire – senza troppi sottintesi – che sono tutti massoni, amici degli ’ndranghetisti e dei mafiosi. Insomma gente inguaribilmente fascista.
Su queste parole, come per magia, mi è venuta in aiuto una frase di Primo Levi che vi trascrivo: “A cosa serve il passare del tempo se non a farne memoria?”.
Così ho rispolverato la memoria di qualcosa che non poteva essere vera, talmente contraddiceva quanto oggi affermato “urbi et orbi” dal magistrato della ’NDUJA.
Si trattava del mio ricordo di una intervista in cui affermava testualmente:
“Io ho avuto tante esperienze e posso parlare.
A monte bisogna modificare il Consiglio Superiore della Magistratura per ridurre lo strapotere.
Penso che a questo punto il sistema migliore sia il sorteggio, ma il sorteggio puro anche a costo di cambiare se necessario la Costituzione.
Perché anche facendo prima il sorteggio e poi voti tra quelli sorteggiati, non funzionerebbe lo stesso, perché all’interno hai sempre gli appartenenti alla corrente e, quindi, la corrente dice votate quelli.
Facciamo il sorteggio puro e se uno è in grado di scrivere sentenze, era in grado poi anche di scrivere un parere per la nomina di presidente o di Procuratore della Repubblica.
Quindi la mamma di tutte le riforme sicuramente è quella del CSM e poi da lì partiamo, ci dobbiamo sicuramente ritornare alla credibilità che meritiamo…”.
Non potevo crederci!
Ma allora il magistrato della ’’NDUJA era anche lui un sostenitore dei massoni, ’ndranghetisti e fascisti?
Sicuramente doveva trattarsi di una diavoleria di fake realizzata dall’intelligenza artificiale o dalla cretineria umana.
Non poteva essere vera e così platealmente ed esplosivamente contraddittoria…
Bene, anzi male (visto che mi ha impegnato mezza giornata che avrei dedicato ad altro più importante…).
La dichiarazione del magistrato della ’NDUJA era vera.
Forse causata dall’eccessiva assunzione di Capsaicina giudiziaria, ma vera.
La cosa più gravemente scandalosa sta, però, in quello che vi dirò adesso.
La dichiarazione – che può essere liberamente vista ed ascoltata sul canale YouTube – fu fatta il giorno 6 settembre dell’anno 2021, in occasione della festa del quotidiano di Marco Travaglio “Ilfattoquotidiano” che si svolse al Circo Massimo di Roma alla presenza di tanti politici, giornalisti, artisti, cantanti e uomini della cultura italiana d’élite.
Adesso, io sarò pure ’ndranghetista, massone e fascista – come accusa il collega della ’NDUJA.
Ma insieme a me lo sono tutti quelli che applaudirono quel giorno le sue parole.
E – vi giuro – basta guardare il filmato e capirete che sono tanti, altolocati ed insospettabili.
Marco Travaglio tra i primi a spellarsi le mani…
Lorenzo Matassa