
“È evidente che davanti a una vicenda come questa, il tema della salute mentale deve fare uno scatto. Poi, dai dati in nostro possesso in questo momento, le visite i referti e gli incontri che erano stati fatti diversi anni fa, in nessun modo facevano presagire elementi di violenza perché, a volte, anche il disagio psichico ha delle evoluzioni che sono imprevedibili e quindi che, fino a un certo punto, non è ipotizzabile che ci siano elementi di violenza e poi, dalla sera alla mattina o in poco tempo, in pochi mesi, la situazione evolve. Però è più che evidente – ne parlavamo anche con la Presidente del Consiglio ieri – episodi come questi non ci possono far voltare dall’altra parte. Tutti ci dobbiamo chiedere che cosa possiamo fare di più e di meglio per mettere nelle condizioni gli operatori di poter lavorare, che non vuol dire azzerare il rischio, perché il rischio è inazzerabile, però non possiamo neanche dire non si può far nulla, perché non bisogna mai dire non si può far nulla”.
“Bisogna investire in maniera molto molto più massiccia nei servizi di salute mentale. Il nostro è un sistema sanitario che risponde a chi bussa alla porta del sistema, non è un sistema che va a cercare i malati. Non vale solo nell’ambito psichiatrico, vale trasversalmente al sistema sanitario. Il sistema è talmente oberato di richieste, ed è talmente sottofinanziato nella sua risposta, che non riesce ad andare a cercare chi non viene a chiedere di farsi curare. E questo è un limite, è un limite oggettivo che, ripeto, non vale solo nella patologia psichiatrica, vale in prevenzione, in tanti altri ambiti, come gli screening. Quindi, il senso è quello che dobbiamo provare a fare sapendo che poi, in questi casi, un operatore sanitario non avrebbe mai avuto il potere di obbligare la persona a venire a continuare a curarsi. E l’altra cosa è che noi dobbiamo lavorare in maniera molto più integrata fra interventi di pubblica sicurezza e interventi sanitari. Sono due competenze che devono stare insieme”.
“Parole Salvini? Sono due piani diversi, c’è un piano della polemica politica e io non sono interessato a farne in questo momento”. Lo ha detto Michele De Pascale, presidente Regione Emilia Romagna, a 24 Mattino su Radio 24.