Roma, 7 mag. – “La deroga è diventata regola in un Paese che non può vivere di soli Commissari, nominati persino per i campionati Europei di calcio. Tutto ciò mentre abbiamo bollette alle stelle, record di pressione fiscale e povertà in aumento costante. Il dl Infrastrutture conferma tutta l’incapacità di un governo ai titoli di coda. Almeno certifica che la barzelletta del ponte sullo Stretto è appunto una barzelletta, e che l’opera non si farà mai, con lo slittamento dei fondi al 2034. Non solo non s’è vista la prima pietra, ma nemmeno l’ombra di una matita: il progetto infatti non c’è. E il governo fa finta di non capire che va fatta una nuova gara. Il decreto poi ci dà il Superman dei commissari. Anzi due: l’AD di ANAS e l’AD di RFI. Subentreranno ai commissari straordinari già nominati. E così quei commissari diventeranno sub-commissari: dove sta la semplificazione? Va bene che qualche anno fa Salvini chiedeva i ‘Pieni poteri’ per ‘Un solo uomo al Comando’, ma qui si tratta di realizzare opere, non guidare un pedalò in mare aperto. Forse l’unico commissario che servirebbe è quello per risolvere i danni che il governo Merloni sta facendo. Dal Gran Sasso alla Laguna di Venezia passando per le concessioni demaniali, questo dl è solo un altro pasticcio. L’ennesimo di un esecutivo al capolinea”. Così il vicepresidente della commissione Ambiente-Infrastrutture Agostino Santillo (M5s) intervenendo in dichiarazione di voto sul dl Commissari.