Replica Massimo Ciancimino: notizie sul mio conto non corrispondono a realtà

A suscitare non poche polemiche, un servizio di Euronews in Romania che indicherebbe Massimo Ciancimino (figlio di Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo) come colui il quale, operando attraverso intermediari, avrebbe il controllo del business dei rifiuti ed in particolare quello della discarica di 114 ettari di Glina, vicino Bucarest.

Mentre continua la caccia ai presunti tesori nascosti all’estero da Vito Ciancimino, la vicenda romena assume carattere di natura diplomatica, costringendo anche le autorità locali a difendersi dalle accuse di aver sottaciuto in merito ai presunti affari di Ciancimino nella regione dell’area danubiana.

A replicare in maniera garbata e corretta ad un articolo da noi pubblicato, è lo stesso Massimo Ciancimino tramite la seguente nota:

“In relazione all’articolo “Romania – Ciancimino, business di centinaia di milioni di euro, ma sequestrano solo sette camion dell’immondizia“, preciso innanzitutto che il nome di mia moglie è Carlotta e non Charlotte. Inoltre come già anticipato per telefono, le notizie sul mio conto riportate nel suddetto articolo non corrispondono a realtà.

Nel 2006 non sono stato arrestato per nessuna vicenda di riciclaggio riguardante la Romania, non ho mai avuto nessun contatto con il direttore generale della Ecorec Viktor Dombrowski, che nemmeno ho mai conosciuto, non sono mai stato in Romania in vita mia, figuriamoci se posso avere interessi economici in quella regione. C’è stata un’indagine che mi ha visto indagato per la vicenda riguardante queste società rumene, ma si è conclusa, dopo anni di indagini, con una richiesta di archiviazione da parte della procura di Palermo tuttora al vaglio del Gup.

Anche su questo presunto tesoretto in Svizzera, che comunque non mi risulta sia mai stato ricollegato alla Romania, ho potuto leggerne sulla stampa ma ancora aspetto di saperne qualcosa, non mi è mai stato contestato nulla.

Ma soprattutto non sono mai stato incriminato per attività mafiose, tutta la mia vita e il mio modo di essere sono quanto di più lontano possa esserci dalla mentalità mafiosa, non per niente sono stato l’unico che, pur non avendo nessun beneficio da poter trarre, ha deciso di rispondere alle domande dei magistrati peggiorando anche la sua situazione, questo in un Paese in cui la regola è purtroppo ancora il silenzio.

Si parla sempre e solo di presunti soldi riconducibili a mio padre, mai di mie attività illecite legate alla mafia.

Cordiali saluti

Massimo Ciancimino

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