Palermo, 24/02/2026. “L’audizione di oggi all’Ars da me richiesta ha confermato quello che avevamo denunciato pubblicamente: le principali associazioni di rappresentanti degli inquilini hanno ribadito che i nomi da loro proposti per i Cda degli Iacp di Palermo, Messina, Acireale, Caltanissetta e Trapani sono stati totalmente ignorati dall’assessore Aricò. È contro la legge, ora si azzeri tutto”.
Lo afferma il deputato M5S all’Ars Adriano Varrica, che sull’argomento ha anche presentato un’interrogazione.
“Tutti i nominati, tranne uno che, comunque, è dirigente locale di un partito di centrodestra – afferma Varrica – sono vicinissimi a Fratelli d’Italia. Ci deve essere spiegato, carte alla mano, perché le segnalazioni fatte dalle associazioni sono state ignorate. Oggi l’assessore Aricò non era presente per motivi di salute, ma ho chiesto che ci venga fornita tutta la documentazione sulle nomine entro 24 ore per renderci edotti sull’iter seguito. Ma dubito che possa cambiare qualcosa: sembra più che chiaro che le norme vigenti siano state disattese e pertanto i Cda vanno azzerati”.
“In base alla normativa vigente – spiega Varrica – uno dei tre componenti di ciascun Cda deve rappresentare le associazioni degli assegnatari di alloggi economici e popolari, a garanzia della rappresentanza del punto di vista degli inquilini e dei territori. Nei decreti di nomina fatti dal presidente della Regione si legge genericamente che le associazioni sarebbero state ‘interpellate’, ma non viene chiarito con quali modalità, con quali tempi e soprattutto quali terne siano state effettivamente proposte. Le associazioni oggi hanno detto chiaramente che le loro segnalazioni sono cadute totalmente nel vuoto e che i nominati non sono persone che, in base alla loro esperienza, si occupano di alloggi popolari”.
Secondo il deputato, la nomina del rappresentante degli inquilini non può trasformarsi in una spartizione politica: “La ratio della legge – dice – è chiara: quel componente deve portare nella governance degli Iacp la voce dei fruitori del servizio, non rappresentare il governo regionale, ruolo già garantito dalle altre due nomine dei componenti del Cda, scelti e nominati dalla giunta. Qui invece si ha l’impressione che si stia privilegiando una logica di appartenenza a una logica di garanzia”.