Chi oggi governa l’Italia ha fatto una scelta chiara e vergognosa: abbandonare il Sud e le Isole.
Non per incapacità. Per volontà politica.
A fronte a miliardi di danni secondo le prime stime per Sicilia, Sardegna e Calabria, danni causati da eventi calamitosi devastanti ed epocali, vengono destinati solo 33 milioni di euro a ciascuna regione.
Alla Sicilia 33 milioni a fronte di oltre un miliardo e mezzo di danni.
Una cifra ridicola.Un’elemosina insultante.
Uno schiaffo in faccia a milioni di cittadini italiani. Questo non è Stato.
È disprezzo istituzionale.
Sicilia, Calabria e Sardegna non chiedono carità. Chiedono ciò che spetta loro per diritto.
E invece vengono trattate come territori di serie B, come fastidi da ignorare, come carne da sacrificare sull’altare del consenso elettorale del Nord. Il Governo Meloni umilia deliberatamente i siciliani, i calabresi, i sardi. Li condanna all’insicurezza, all’abbandono, alla paura. E poi finge stupore quando la rabbia esplode.
Il silenzio della RAI è parte integrante di questa vergogna nazionale.
Poche immagini, servizi asettici, copertura minimale.
Una TV pubblica ridotta a scudo del potere, incapace persino di raccontare la sofferenza di una parte del Paese. E dov’erano Meloni, Salvini, Tajani?
Assenti.
Nessuno di loro ha avuto il coraggio di venire in Sicilia. Nessuno ha sentito il dovere di metterci la faccia. Troppo scomodo guardare negli occhi chi viene tradito.
E allora torna alla mente una frase che oggi assume il valore di una confessione politica:
“Per fortuna la siccità è in Sicilia”.
Ecco la verità. Per loro è una fortuna che il disastro colpisca il Sud.
Perché il Sud, nella loro idea di Paese, può essere sacrificato.
Nel frattempo le persone vengono evacuate, come a Niscemi, dove la terra continua a muoversi e le famiglie vengono strappate alle proprie case.
Ma non è solo Niscemi. È un intero Mezzogiorno lasciato solo, mentre Roma distribuisce briciole e pretende silenzio.
Ringrazio chi lavora sul campo, spesso senza mezzi e senza risposte, ma è indegno che la loro dedizione serva a coprire la vigliaccheria politica di chi governa.
Come Deputato della Repubblica, non starò in silenzio. Perché qui non è in gioco solo la gestione di un’emergenza. Quiè in gioco la dignità costituzionale di milioni di cittadini italiani.
Siciliani, calabresi e sardi non sono sudditi. Non sono numeri sacrificabili in un bilancio.
Non sono una colonia interna. Quando questo Governo tornerà a chiedere voti, quando tornerà a chiedere fiducia, si ricorderà di queste scelte infami.
Il Sud ricorderà. Le Isole ricorderanno. E questa volta non basteranno le promesse, né le elemosine, né la propaganda. Perché chi governa dividendo il Paese, prima o poi, ne pagherà il prezzo politico fino in fondo.