Presidente Quinci conferma potere di fermare procedura ma non intende farlo
Trapani, 7 maggio 2026 – Si è tenuto oggi un incontro tra il Presidente Quinci e una delegazione della Rete Funtanazza Bene Comune. L’incontro, giunto dopo due anni di richieste di dialogo, ha portato alla consegna di quasi mille firme della petizione popolare che chiede l’immediata sospensione del procedimento di privatizzazione della Funtanazza e l’apertura di un tavolo di co-progettazione.
I fatti emersi dall’incontro:
Durante l’incontro, il Presidente Quinci ha ammesso che l’incontro è arrivato tardivamente. Pur riconoscendo che l’art. 14 gli conferisce il potere di interrompere la procedura, il presidente ha espresso la volontà di non esercitarlo. Ha inoltre informato che è già stata emessa un’ordinanza di assegnazione avvenuta 30 giorni fa, ma che il contratto e le condizioni di salvaguardia ambientale devono ancora essere definite.
Il Presidente ha affermato di aver svolto dei controlli accurati e approfonditi sul soggetto con cui sta negoziando, e che la proposta dell’impresa è in armonia con la montagna. La Rete della Funtanazza Bene Comune ha tuttavia lamentato che non gli è stato ancora consentito l’accesso agli atti per fare le sue valutazioni e che rimarrà vigile al riguardo.
Il Presidente si è mostrato aperto ad altre opzioni, che non intaccano il progetto turistico-privato alla Funtanazza, per supportare la comunità dei cittadini che si prendono cura della montagna.
Posizione del gruppo di cittadini:
“Siamo lieti che l’incontro sia finalmente arrivato, ma gravemente preoccupati per lo scenario di mercificazione dei beni comuni. Continuiamo ad affermare che la società civile e la comunità che da anni si prende cura della montagna è stata volutamente esclusa dalla procedura”.
Il gruppo ha annunciato di continuare la propria battaglia per far riconoscere il Monte Bonifato come Bene Comune, proteggendo e rigenerando la montagna. Da un lato, proseguiranno il lavoro di base già avviato, inclusa la guardiania antincendio che è già iniziata con la formazione per nuovi volontari. Dall’altro, cercheranno collaborazione con le istituzioni a tutela del bene comune, della montagna e della sua comunità.
Proposta e appello:
Il gruppo accoglie l’invito del Presidente Quinci di sottoporre delle condizioni da inserire nell’eventuale contratto qualora la Funtanazza dovesse veramente essere privatizzata per scopi turistici. Con particolare attenzione a evitare che soggetti privati possano lucrare sui cittadini vulnerabili disposti a pagare per stare al fresco durante le ondate di caldo. Chiederemo altresì che il bene venga messo a disposizione gratuita per ospitare i volontari durante la stagione di guardiania antincendio.
“Ci appelliamo a tutti gli esponenti politici locali, provinciali e regionali a prendere pubblicamente una posizione chiara, prima che si consumi un’ennesima privatizzazione a favore dei roghi che devastano i nostri territori”.