On. Ida Carmina M5S: “CHI SBAGLIA PAGA. SEMPRE.” Non è uno slogan: è un dovere. Nel caso Delmastro: Giorgia Meloni prenda provvedimenti
Oggi, nella “Giornata della memoria e dell’impegno delle vittime della Mafia” ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutti gli altri caduti per la barbarie della Piovra. Ma diciamolo chiaramente: se le parole restano solo retorica, allora diventano ipocrisia.
Perché mentre celebriamo la legalità, emergono fatti gravissimi che coinvolgono esponenti delle istituzioni, a partire da Andrea Delmastro delle Vedove. Non stiamo parlando di dettagli. Stiamo parlando di rapporti, frequentazioni, comportamenti che, se riguardassero un cittadino qualsiasi, avrebbero già prodotto conseguenze pesantissime.
E invece no.
Quando si tratta del potere, scatta la protezione. Scatta la minimizzazione. Scatta il silenzio.
I casi che coinvolgono il sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi rappresentano un punto di non ritorno. Non sono episodi isolati, ma il sintomo di un sistema che appare sempre più orientato a tutelare se stesso. Anche se fa ricorso a pratiche quantomeno immorali come il clientelismo,se non il voto di scambio.
Ci chiediamo: è possibile che nessun organo preposto – dai servizi di sicurezza alle strutture investigative – abbia rilevato nulla? Eppure bastava un semplice controllo.
È credibile che non vi siano state segnalazioni su contesti e relazioni potenzialmente critiche? E soprattutto: è accettabile che, di fronte a tali dubbi, si scelga la strada della minimizzazione invece di quella della trasparenza?
Se si trattasse di cittadini comuni, la semplice frequentazione non occasionale di ambienti “in odore di mafia”, figuriamoci essere in affari con loro, potrebbe comportare l’attivazione di misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia.
Ma quando i protagonisti siedono nei palazzi del potere, e sono “amici” di Giorgia Meloni, tutto cambia: le responsabilità si attenuano, le giustificazioni si moltiplicano, i controlli sembrano dissolversi.
Allora basta ipocrisie.
La domanda è semplice, brutale, inevitabile: la legge vale per tutti o no?
Perché se vale per tutti, allora deve valere anche per chi governa.
E se vale per tutti, non esistono scuse, non esistono coperture, non esistono zone franche.Giorgia Meloni non può continuare a fare da scudo politico. Non può fingere che sia tutto normale. Non può chiedere fiducia ai cittadini mentre tollera comportamenti che minano la credibilità dello Stato.
Serve un atto immediato, netto, senza ambiguità:
• revocare gli incarichi,
• cacciare chi ha sbagliato,
• pretendere dimissioni subito.
Non domani. Non dopo. Adesso.
Perché ogni ora di silenzio è un danno alle istituzioni. Ogni giustificazione è un insulto a chi ha pagato con la vita la lotta alla mafia, come Rosario Livatino.
Qui non è in gioco una polemica politica.
Qui è in gioco la dignità dello Stato.
Se la politica diventa ambigua, se tollera rapporti opachi, se chiude gli occhi davanti a comportamenti inaccettabili, allora smette di essere argine e diventa parte del problema.
E questo non è accettabile.
Noi non ci stiamo.
Non accettiamo doppi standard.
Non accettiamo che esista una giustizia per i cittadini e una per chi sta al potere.
“Chi sbaglia paga. Sempre.”
Vale per tutti.
Soprattutto per chi governa.