La lotta al terrorismo in Italia negli anni ’80: tra percezione pubblica e strategie politiche
Legge Fabio Fabiano
Nel decimo episodio della serie curata da Isabella Silvestri, l’attenzione si sposta sul delicato equilibrio italiano della metà degli anni Ottanta. Attraverso la lente di un documento della CIA del 1984, emerge il timore degli Stati Uniti per un’Italia che, dopo i primi grandi successi contro la lotta armata, rischiava di abbassare la guardia.
I temi della puntata:

Il ruolo di Bettino Craxi e della Democrazia Cristiana, ma anche l’inaspettato e fermo sostegno del PCI di fronte alla minaccia terroristica.
Come i gruppi eversivi stavano riacquistando capacità operativa sfruttando la latitanza parigina e nuovi raggruppamenti regionali.
La prima grande sfida giudiziaria alle leggi sui “pentiti” e il rischio di scarcerazioni eccellenti.
Il paradosso di un Paese che, rassicurato dai successi dello Stato, iniziava a spostare l’attenzione su disoccupazione e sanità, proprio mentre il terrorismo tornava a colpire.
L’analisi dell’intelligence americana rivela una verità scomoda. La percezione della fine dell’emergenza era, in realtà, la più grande minaccia alla sicurezza nazionale.
Prossimamente: Il complotto del secolo? Intrighi tra Agca, SISMI e la regia di Reagan
Nella prossima puntata di “Cia – I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”, entriamo in un labirinto di specchi dove la verità storica si fonde con la disinformazione strategica. Al centro: l’attentato al Papa e il mistero di Mehmet Ali Agca; i sospetti sull’addestramento di Agca da parte di agenti deviati e le opacità del processo all’attentatore di Giovanni Paolo II, e Come l’amministrazione USA, attraverso figure come Michael Ledeen, ha costruito a tavolino la tesi del KGB come “grande vecchio” del terrorismo globale.
Da non perdere, l’incredibile vicenda del Generale Santovito, capo del SISMI, che acquistava documenti da Ledeen spacciandoli per proprie indagini segrete, e la fa fabbrica della disinformazione, con il presunto “Piano Generale” sovietico, rivelando come la CIA abbia alimentato una narrativa manipolata per giustificare la nuova strategia della Casa Bianca.
Un viaggio tra Roma e Washington per capire come le indagini italiane siano state influenzate da una vera e propria “macchina del fango” internazionale, capace di riscrivere la storia della Guerra Fredda.