IL VANGELO SECONDO ALI AGCA
Legge Fabio Fabiano
Dall’Archivio generale della CIA emerge un articolo del giornale The Nation, datato 6 luglio 1985, declassificato nel 2012 e pubblicato nel 2016. Il documento riporta integralmente l’analisi del giornalista Alexander Cockburn sul processo di Roma per il tentato omicidio del Papa, offrendo una prospettiva dirompente: quella che inizialmente era stata presentata come la prova di un complotto terroristico KGB/bulgaro si stava rivelando, secondo l’autore, una cospirazione di destra orchestrata durante la Guerra Fredda.

L’impalcatura dell’accusa vacillava sotto i colpi dell’instabilità del testimone chiave, Mehmet Ali Agca, che in aula arrivò a dichiararsi Gesù Cristo, perdendo ogni credibilità. Ma l’aspetto più inquietante sollevato da Cockburn riguarda il presunto addestramento ricevuto da Agca durante la detenzione. Diverse fonti suggeriscono che agenti del SISMI (l’intelligence militare italiana dell’epoca) e figure legate alla loggia segreta P2 gli avessero offerto la libertà in cambio del coinvolgimento dell’Unione Sovietica e della Bulgaria.
Nell’articolo di The Nation, Cockburn scrive: “Proprio nel momento in cui gli Stati Uniti si stanno scatenando in uno stato di paranoia incoerente riguardo alla minaccia del terrorismo, una delle principali prove sta crollando davanti agli occhi della stampa mondiale. La ‘confessione’ di Agca fu di incommensurabile aiuto all’amministrazione Reagan nelle sue denunce dell’Impero del Male, ma ciò che è emerso è la storia di una cospirazione di destra per realizzare un colpo di propaganda e screditare la sinistra in Italia”.
Il giornalista mette in discussione l’isolamento di Agca nel carcere di Ascoli Piceno, descrivendolo come una struttura “porosa” dove emissari dell’intelligence e della malavita avrebbero potuto istruire il detenuto, fornendogli dettagli mai apparsi sulla stampa per rendere credibili le sue accuse contro il blocco sovietico. Vengono citati nomi pesanti come Pietro Musumeci e Francesco Pazienza, legando il caso alla Loggia P2 di Licio Gelli e al tentativo di ottenere un controllo occulto sull’apparato statale italiano.
Isabella Silvestri sottolinea come la CIA fosse estremamente attenta a monitorare queste voci fuori dal coro, che contrastavano con la linea politica reaganiana dell’epoca. Un episodio che, oggi come allora, evidenzia il ruolo determinante dei media e l’influenza dei servizi segreti nelle dinamiche di politica internazionale.
Nel prossimo episodio:
L’esistenza del Super-S, una camarilla occulta interna al SISMI dedita a operazioni clandestine. Il ruolo di Michael Ledeen e i legami tra funzionari statunitensi nella costruzione della “pista bulgara” dietro l’attentato a Papa Giovanni Paolo II. L’influenza dei media e dei cosiddetti esperti, come Claire Sterling e Paul Henze, nel veicolare la disinformazione della Guerra Fredda. Le rivelazioni dell’articolo di Alexander Cockburn per “The Nation”, conservato negli archivi della CIA, che scoperchia gli intrecci tra SISMI, loggia P2 e apparati di sicurezza USA. La critica al concetto di “terrorismo” inteso come nuova miniera d’oro ideologica per giustificare violenza estrema e strategie totalitarie.