ROMA, 28 GEN. – “Nel disastro del ciclone Harry spiccano diverse cose che fanno cadere le braccia. La prima è che anche di fronte alle devastazioni che abbiamo sotto gli occhi, nel Centrodestra sono in tanti a insistere sull’approccio negazionista rispetto ai cambiamenti climatici. Nelle ore in cui le foto della frana di Niscemi facevano il giro del mondo, in Parlamento Fdi, Lega e Fi tentavano di riaprire il condono di Berlusconi del 2003, per fortuna senza riuscirci. Poi c’è la difesa strenua quanto ormai ridicola del ponte sullo Stretto: si fa una fatica immane a reperire qualche euro in più degli striminziti 100 milioni messi da Meloni, ma i miliardi fermi per il ponte non si toccano. E siccome non c’è mai fine al peggio, ci arrivano segnalazioni da molti imprenditori che le polizze catastrofali fatte stipulare obbligatoriamente dal governo saranno inservibili, perché per mareggiate e calamità naturali escludono indennizzi. “Lo Stato non è un Bancomat”: la sparata di Musumeci di fronte agli alluvionati dell’Emilia Romagna ce la ricordiamo tutti. Oltre al danno arriva quindi la beffa: un altro fallimento del governo Meloni, che ha voluto gravare i bilanci delle aziende a quanto pare inutilmente”. Così in una nota la senatrice M5s Dolores Bevilacqua.