
L’episodio avvenuto presso il Parco minerario di Comitini dimostra chiaramente come l’impegno delle forze dell’ordine verso la legalità non sia un semplice orario d’ufficio, ma una vera e propria scelta di vita.

Un poliziotto della Questura di Agrigento, nonostante fosse libero dal servizio, ha dato prova di come lo spirito di osservazione e l’istinto di protezione del bene comune restino vigili in ogni momento. Passando nei pressi del museo, la sua attenzione è stata catturata da un uomo che, fingendosi un operaio, armeggiava con le telecamere di sorveglianza non ancora attive.
Invece di girarsi dall’altra parte o proseguire per la propria strada, l’agente ha scelto di approfondire il sospetto. Ha immediatamente contattato il sindaco di Comitini, Luigi Nigrelli, per verificare la presenza di lavori autorizzati e, ricevuta conferma che non vi erano tecnici incaricati dal Comune, su richiesta del sindaco di controllare l’uomo sino al suo arrivo, ha continuato a monitorare il sospettato.
Poco dopo, insieme al sindaco giunto sul posto, il poliziotto è intervenuto direttamente per bloccare il finto operaio, le cui scuse non hanno retto.
Chiamati i carabinieri, gli stessi hanno provveduto a portare l’uomo in caserma e a denunciarlo per tentato furto.
L’intervento del poliziotto fuori servizio ha evitato danni ingenti alla struttura e ha preservato l’integrità del nuovo sistema di sicurezza non ancora in funzione. Uno dei tanti episodi che ci ricorda come la sicurezza dei cittadini poggia sulla vigilanza costante di donne e uomini che, anche senza divisa, continuano a onorare il proprio giuramento con coraggio e senso civico.