Agrigento – Cgil: “la cattura di Matteo Messina Denaro dimostra che lo Stato vince sempre”

La mattina del 16 gennaio 2023 sarà uno di quei giorni in cui ognuno di noi, fra qualche anno, saprà sempre dov’era e cosa faceva: qualcuno si ripenserà in casa, chi a lavoro, chi a scuola, chi in macchina, qualcun altro dal medico e in tanti altri momenti ancora. Sì, perchè le 9:30 di quel lunedì mattina, la cattura di Matteo Messina Denaro è stata per noi italiani e in modo particolare per noi siciliani, uno di quei momenti indimendicabili della vita. E come con un link, immediatamente noi, almeno i più grandi, siamo ritornati con la memoria alla strage di via Carini,di via Capaci e via Amelio a Palermo, così come a quella di via dei dei Geogofili a Firenze e ancora alla cattura di Totò Riina, di Provenzano e a tanti altri momenti legati dal filo conduttore della mafia e di chi quella mafia l’ha combattuta e ne è rimasta vittima. In tutti noi cittadini onesti, di cui la nostra Sicilia è popolata, è esplosa una grande gioia collettiva, ma anche di gratitudine verso quella magitratura e verso quelle forze dell’ordine che, in un lavoro di indagine continua e silenziosa, non si è mai arresa. L’immagine più iconica della nostra gioia è rappresentata dall’urlo  di quei carabinieri del Ros esploso quando hanno capito di aver arrestato quell’uomo  latitante da 30 anni. Ma anche dall’episodio, raccontato dai mass media, della poesia scritta dalla piccola Nadia Cencioni uccisa a Firenze e fatta trovare dai carabinieri del  R.O.S.  al capomafia al suo arrivo nell’hangar trasformato in quartier generale dell’operazione che proprio dalla poesia della piccola Nadia ha preso il nome in codice di Tramonto.

In questi giorni di gioia collettiva la  CGIL di Agrigento non può non esprimere un sentito ringraziamento a tutte le Forze dell’ordine e alla magistratura che hanno reso possibile questa cattura e reso più forte il senso di appartenenza allo Stato italiano. 

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