20 Luglio 2024
Home De Donno: Antonio Vaccarino collaborò alle indagini per la cattura di Bernardo Provenzano

4 thoughts on “De Donno: Antonio Vaccarino collaborò alle indagini per la cattura di Bernardo Provenzano

  1. Alla luce dei fatti emersi Vaccarino è stato al servizio dello Stato contro la criminalità mafiosa. Questo ormai è lampante. Ma bisogna chiedersi: i Magistrati collusi che hanno impedito la cattura del latitante quando prenderanno posto in cella? Per rimanerci un ventennio!

  2. Quindi il Gen. Mori testimonia a favore del Vaccarino, mentre il magistrato Paci dell’Antimafia di Caltanissetta a favore del Col. Zappalà. Ma non erano le talpe del boss Messina Denaro? In più ieri l’ufficiale ha affermato che non è stata accertata la connessione internet usata per mandare quella mail al Vaccarino, che lui non ha mai ricordato di aver fatto. E che inoltre i tabulati telefonici smentiscono clamorosamente la confessione dell’App. Barcellona. Ma chi ha condotto le indagini? Perché sono state portate ai magistrati prove false? Perché non è stato sentito il comandante del Ros, autore delle indagini e delle prove raccolte contro i tre indagati? Sono profondamente indignato!

  3. Il Procuratore aggiunto di Caltanissetta, Gabriele Paci, ha confermato di accertamenti affidati al colonnello della Dia Zappalà, in merito alle stragi del ’92, precisando che Zappalà andò a Castelvetrano, anche per documentazione relativa ad altro, e che fu lo stesso Vaccarino a consegnarla, questo a riprova della correttezza dell’ex sindaco. Inoltre, particolare non di poco conto, sentito nella qualità di teste, ha riferito sull’infondatezza delle dichiarazioni di Calcara che portarono all’arresto di Vaccarino nella cd “Operazione Palma, ritenendo che Calcara non fosse un pentito autogestito, ma che potesse essere stato etero diretto, ipotizzando dunque dei suggeritori occulti. Le dichiarazioni del Procuratore, dunque, non vanno viste come orientate alla difesa dello Zappalà, bensì come la testimonianza di dati oggettivi che rassegnano un’immagine reale sia di Zappalà che di Vaccarino, che non furono certamente “talpe” di un mafioso latitante. Riguardo l’app. Barcellona, lo stesso non poteva essere certamente una “talpa”, visto che in ogni caso ne riferiva a un suo superiore grado che ben conosceva e con il quale aveva pure lavorato… Riguardo le indagini, non credo siano state portate ai magistrati prove false, bensì prove che andavano diversamente valutate…
    Gian J. Morici

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