22 Luglio 2024
Home La macchina del fango dell’antimafia finisce in parlamento: interrogazione dell’on. Greco

1 thought on “La macchina del fango dell’antimafia finisce in parlamento: interrogazione dell’on. Greco

  1. L’ interrogazione parlamentare dell’onorevole greco è ineccepibile e rappresenta un primo passo per fare finalmente luce su vicende che sembrano molto più vicine all’associazione a delinquere che alla lotta politica.
    Alcune considerazioni:

    1- Il plurindagato avvocato Arnone (sospeso due volte dall’ordine degli avvocati ed espulso dal PD…) negli ultimi anni ha collezionato una serie impressionante di procedimenti penali (tanti ancora in corso) e di relative condanne, egli risulta già condannato in via definitiva in tre processi anche per diffamazione aggravata. Come è possibile che un personaggio del genere sia stato considerato affidabile da giornali e trasmissioni televisive nazionali come il fatto quotidiano o servizio pubblico.
    2- L’onorevole Lumia sembra essere il referente politico di Arnone, è vero, ma solo per la vicenda che riguarda il giudice Gennaro, per gli altri casi anche quelli citati pur parzialmente da Panorama ad appoggiare le plateali iniziative di Arnone ci sono gli ecodem del PD ed i vertici nazionali di Legambiente, Già nel 2010 contro la candidatura a sindaco di Enna dell’ex senatore Crisafulli scrivevano a Bersani : “Che il Pd candidi a sindaco di Enna, nelle amministrative di fine maggio, il senatore Mirello Crisafulli, sarebbe una scelta in totale, irriducibile contrasto con ciò che il Pd dev’ essere ed è nato per essere: un grande partito popolare e progressista impegnato, in via prioritaria, per la legalità e contro le mafie”.Comincia così una lettera-appello inviata a Pier Luigi Bersani ed al segretario del Pd siciliano, Giuseppe Lupo, a firma di 4 parlamentari, Della Seta, Ferrante, Lumia e Realacci, e da 2 esponenti ecologisti del Pd siciliano (Giuseppe Arnone ed Angelo Lomaglio).
    3- Come è possibile che Arnone sia ancora oggi responsabile nazionale abusivismo di Legambiente, membro del direttivo nazionale e membro del direttivo regionale siciliano, nonostante le condanne e nonostante quanto oggi sta emergendo. Come può un’associazione che pone la legalità quale presupposto fondamentale di ogni azione non accorgersi della straordinaria gravità della vicenda riportata da panorama ove addirittura il CSM pare subire intollerabili condizionamenti. Certo esiste la presunzione di innocenza….ma esiste anche la sospensione cautelare dagli incarichi.

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