
Ieri, sabato 7 novembre 2026, presso il Centro Pluridisciplinare d’Arte e Comunicazioni Visive di Agrigento, si è tenuta la presentazione del libro d’inchiesta intitolato Il caso Dozier. Tra terrorismo, servizi segreti, veggenti e mafia, scritto da Isabella Silvestri, già autrice della serie di podcast dal titolo CIA – I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia.
L’evento ha visto la partecipazione di un pubblico folto e attento. A condurre l’incontro, in sostituzione dell’autrice impossibilitata a essere presente per motivi familiari, è stata Tiziana Bonsignore. Dopo aver illustrato la struttura generale del saggio dedicato al rapimento del generale NATO James Lee Dozier da parte delle Brigate Rosse e arricchito da documenti desecretati della CIA, la moderatrice ha introdotto i relatori sottolineando la forte attualità dei temi trattati.

Il primo intervento è stato curato da Fabio Fabiano, che ha letto alcuni brani tratti dal capitolo dedicato all’azione del Sismi e della CIA per coinvolgere esponenti della criminalità organizzata nell’acquisizione di informazioni utili al ritrovare l’ufficiale statunitense. Successivamente ha preso la parola l’avvocato Giovanni Crosta, il quale ha approfondito la questione delle torture inflitte ad alcuni detenuti durante le indagini, mettendo a confronto gli avvenimenti dell’epoca con l’attuale quadro normativo. È poi seguito l’intervento di Gian Joseph Morici, incentrato sui legami e sui contatti tra apparati di sicurezza e ambienti mafiosi, con riferimenti che si sono estesi fino ai drammatici eventi delle stragi del 1992 e 1993. La serata si è conclusa con uno spazio dedicato al dibattito, arricchito da numerose domande e spunti di riflessione proposti dai presenti.
La vicenda al centro del saggio affonda le sue radici nel 17 dicembre 1981, quando a Verona un commando delle Brigate Rosse sequestrò il generale James Lee Dozier, figura di spicco all’interno del comando NATO per l’Europa meridionale. La sua prigionia durò quarantadue giorni e si concluse il 28 gennaio 1982 grazie a un blitz del NOCS che portò alla sua liberazione.
Il lavoro di Isabella Silvestri si propone di andare oltre la semplice cronaca di quei giorni. Attraverso l’esame di documenti desecretati dell’intelligence americana, atti giudiziari e testimonianze, il volume inquadra il sequestro nel contesto più ampio della Guerra Fredda, del terrorismo politico e degli equilibri strategici internazionali. Oltre ad analizzare la risposta dello Stato e l’evoluzione delle strategie antiterrorismo dell’epoca, l’inchiesta mette in luce aspetti più complessi e controversi: dalle sperimentazioni investigative non convenzionali, come il remote viewing legato a programmi di ricerca parapsicologica statunitensi, fino alle ipotesi sulle possibili interazioni con uomini di Cosa Nostra. Distinguendo tra prove documentali, testimonianze e ricostruzioni dell’epoca, il saggio offre una panoramica articolata su uno dei capitoli più enigmatici della storia italiana recente.
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