Legge Fabio Fabiano
Discutere di fonti aperte e intelligence (OSINT) fa spesso sorridere i non addetti ai lavori e i finti analisti dei social, i quali non ne comprendono affatto il reale valore e l’utilizzo che da sempre ne hanno fatto le agenzie di intelligence.
Per le istituzioni e i loro uffici stampa era ed è vitale seguire l’evoluzione delle notizie per intervenire rapidamente e con efficacia, e grazie ai servizi di intelligence vengono sorvegliati i discorsi di politici e figure pubbliche, studiando l’orientamento e i canali di diffusione dei vari gruppi; proteggere e influenzare la sfera cognitiva, che è sempre stato fondamentale per gli interessi di un governo, per la sicurezza dello Stato e per la difesa nazionale.
Oggi, anche le forze dell’ordine sfruttano ormai l’OSINT per scovare dati personali, reti di relazioni sui social e spostamenti dei ricercati, e nei casi più importanti, l’analisi delle fonti aperte permette di raccogliere segnalazioni dai cittadini, scoprendo nuovi indizi utili alle indagini.

CovertAction Information Bulletin (CAIB) era una rivista fondata nel 1978 da ex agenti, che denunciava le operazioni clandestine della CIA. Era anche una minaccia per i servizi segreti americani perché, nella rubrica “Naming Names”, rivelava le vere identità delle spie sotto copertura all’estero, e questo esponeva gli agenti e le loro fonti a gravi rischi fisici, distruggeva le reti di spionaggio e danneggiava la reputazione internazionale degli Stati Uniti.
L’impatto fu così pesante da spingere il Congresso ad approvare l’Intelligence Identities Protection Act del 1982 per rendere illegale tale pratica.
È online il 25° episodio della serie di podcast “CIA I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”, ideata e curata da Isabella Silvestri. Il 25° episodio, dal titolo “Azione Segreta: Speciale: Nazisti, il Vaticano e la CIA”, è la prima parte di un documento inserito nella serie.
Al centro di questa prima parte dell’inchiesta c’è un un numero del Covert Action Information Bulletin (CAIB) pubblicato nell’inverno del 1986, catalogato nei Registri generali della CIA e approvato per la divulgazione globale solo il 3 giugno 2010. Come anticipa la stessa Isabella Silvestri, la pubblicazione getta una luce sinistra sul legame fascista e sul ruolo degli Stati Uniti e del Vaticano nell’esfiltrazione di migliaia di nazisti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Attraverso l’OSS e la CIA, spietati criminali di guerra come Josef Mengele e Klaus Barbie evitarono la giustizia, finendo spesso al soldo dell’intelligence americana.
Mentre l’amministrazione Reagan tentava una riabilitazione storica simbolica a Bitburg per puri calcoli geopolitici legati al programma Guerre Stellari, emergeva la realtà di una struttura che ha permesso ai vertici delle SS di riciclarsi in attività commerciali e governative tra gli USA e l’America Latina.
“La CIA e l’esercito statunitense, insieme al Vaticano, furono determinanti nell’esfiltrazione di criminali di guerra non solo in America Latina, ma anche negli Stati Uniti”, riporta la pubblicazione originale del CAIB. Mentre l’amministrazione statunitense dell’epoca cercava di riscrivere la storia in nome del perdono, stringeva in realtà un rozzo accordo politico con il governo reazionario della Germania Ovest per ottenere l’approvazione di Guerre Stellari, concedendo l’assoluzione alle SS.
Come dimostrano le pagine dell’inchiesta, criminali del calibro di Josef Mengele, Walter Rauff e Klaus Barbie non scomparvero nel nulla, e la maggior parte di loro trascorse diversi anni alle dipendenze dirette delle agenzie di intelligence statunitensi. Il Kameradenwerk, la vecchia rete di ex allievi nazisti, è rimasta attiva nel corso dei decenni, tanto da pianificare il colpo di stato del 1980 in Bolivia e da ricoprire posizioni di rilievo nel governo di Pinochet in Cile, oltre a dominare il traffico internazionale di armi e droga.
Centinaia di nazisti si insediarono inoltre nelle istituzioni scientifiche americane. Gran parte del programma spaziale statunitense fu progettato da loro e lo stesso programma Star Wars appare come un’estensione della ricerca missilistica nazista. Quando l’Ufficio delle Indagini Speciali del Dipartimento di Giustizia scoprì che lo scienziato responsabile del viaggio lunare dell’Apollo 1, Arthur L.H. Rudolph, era un criminale di guerra che sfruttava i lavoratori schiavi fino alla morte, gli fu permesso di lasciare volontariamente gli Stati Uniti senza alcun processo o annuncio pubblico.
L’articolo originale richiama anche la drammatica immagine della copertina della rivista, che ritrae donne greche impiccate a Volos dagli occupanti nazisti e dai loro collaboratori fascisti. Questi ultimi non solo rimasero impuniti, ma diedero inizio a un regno del terrore durato cinque anni, lavorando prima con gli inglesi e poi con gli americani per sterminare la sinistra greca. Le informazioni sui macabri esperimenti scientifici condotti dall’establishment medico dell’Asse furono avidamente raccolte dagli Stati Uniti, ponendo le basi per i successivi programmi segreti di controllo mentale della CIA, come il noto progetto MKULTRA, l’addestramento alla tortura e la ricerca sulle armi chimiche e biologiche.
Isabella Silvestri sottolinea l’importance di analizzare il Progetto MK-ULTRA, un programma segreto avviato nei primi anni Cinquanta e gestito dall’Office of Scientific Intelligence. Attraverso l’uso di farmaci e metodi invasivi, i ricercatori manipolavano le funzioni cerebrali di soggetti spesso inconsapevoli. Gran parte della verità storica è stata compromessa nel 1973, quando il direttore della CIA Richard Helms ordinò la distruzione sistematica di tutta la documentazione per evitare ripercussioni dinanzi alle commissioni d’inchiesta del Congresso.
La tortura venne così esportata verso gli stati clienti in America Latina, Africa e Asia, mentre armi chimiche e biologiche venivano impiegate in Vietnam, Cuba e Nicaragua. Negli anni Ottanta la tortura subì persino un tentativo di sdoganamento sui media americani e nella politica, con intellettuali che la definivano “moralmente obbligatoria” contro il terrorismo e senatori che dichiaravano provocatoriamente di preferire le pinze per i pollici ai moderni poligrafi.
La rivista riporta il ruolo dei Cavalieri di Malta, sostenendo che per novecento anni questa organização militare e di intelligence ha operato per proteggere l’ordine costituito e i privilegi delle classi dominanti, mentre poco si sa del loro ruolo nel Terzo Reich o nella protezione dei nazisti nel dopoguerra insieme a Vaticano e CIA. Un tema complesso che il podcast – riportando quanto pubblicato dalla rivista a cui la CIA fece una guerra spietata – inizia a sviscerare smentendo anche le grandi operazioni di disinformazione culturale dell’epoca, come il caso del libro e del film Eleni di Nicholas Gage, volto a ribaltare le responsabilità storiche nella guerra civile greca.
In questo nuovo episodio, anticipa Isabella Silvestri, verranno affrontate le ricerche di Peter Dale Scott e l’inquietante legame tra Allen Dulles e i vertici delle SS. Verrà svelato il caso emblematico di Josef l’Angelo della Morte di Auschwitz, e come l’emissione di falsi certificati di morte e l’uso di scheletri identificati erroneamente fossero parte di un preciso modus operandi del Kameradenwerk in Sud America per garantire l’impunità a criminali come Martin Bormann ed Eichmann. Un’indagine che smaschera le contraddizioni del controspionaggio statunitense e le complicità istituzionali che hanno riscritto la storia del dopoguerra, a cui spesso si allude per le vicende del terrorismo nero, durante gli Anni di Piombo che insanguinarono l’Italia.
Seguite il prossimo episodio per scoprire i risvolti di questa incredibile pagina di storia.