“Ho inviato oggi una formale richiesta di intervento urgente al Prefetto di Agrigento per denunciare la gravissima emergenza idrica che sta colpendo Canicattì, Porto Empedocle e numerosi comuni della provincia agrigentina. Parliamo di cittadini costretti a vivere con turnazioni insostenibili, famiglie che attendono anche 10 o 15 giorni per ricevere acqua, quartieri interi lasciati senza un servizio essenziale e persone obbligate a ricorrere alle autobotti private sostenendo costi sempre più pesanti. Una situazione che non è più tollerabile in un Paese civile. Nella lettera ho chiesto al Prefetto di segnalare immediatamente al Governo e ai Ministeri competenti la drammatica condizione del territorio agrigentino e di promuovere un tavolo istituzionale permanente per affrontare un’emergenza che rischia ormai di sfuggire al controllo delle amministrazioni locali. Desta enorme preoccupazione anche la tensione che si è creata attorno al servizio sostitutivo tramite autobotti e le criticità che stanno interessando Porto Empedocle, dove il ricorso alle forniture sostitutive è ormai indispensabile per garantire l’approvvigionamento idrico ai cittadini. Nei prossimi giorni presenterò inoltre una specifica interrogazione parlamentare ai Ministri competenti affinché il Governo si assuma finalmente le proprie responsabilità. L’accesso all’acqua è un diritto fondamentale e non può diventare un privilegio. Ho partecipato personalmente al Consiglio comunale straordinario di Canicattì, unica parlamentare presente, ascoltando direttamente rabbia, sofferenza e senso di abbandono da parte della cittadinanza. Dietro questa emergenza ci sono persone, famiglie, anziani, attività commerciali e intere comunità che si sentono dimenticate dalle istituzioni. Porterò avanti questa battaglia con determinazione per la tutela della dignità dei cittadini di Canicattì, Porto Empedocle e dell’intera provincia di Agrigento. Nessun territorio deve essere lasciato solo davanti a una crisi così grave”. Così in una nota la deputata M5S, Ida Carmina.