Il Quirinale aveva chiesto verifiche sul ranch in Uruguay e sul caso dell’adozione, ma l’istruttoria va verso la chiusura
Oggi il Fatto Quotidiano pubblica un articolo sul caso di Nicole Minetti e della testimone uruguaiana, intitolato “Il muro di gomma”. Secondo quanto riportato da Davide Milosa, regna l’incertezza presso la Procura generale di Milano in merito alle indagini legate alla richiesta di grazia della Minetti, già concessa a febbraio dal Quirinale. Nonostante inizialmente sembrasse esserci un’apertura, filtra ora la notizia di un triplo passo indietro, poiché i magistrati non intenderebbero più ascoltare l’ex dipendente del ranch di Giuseppe Cipriani a Punta del Este.
La donna aveva raccontato al quotidiano di festini ed escort proprio nella struttura uruguaiana, descrivendo uno scenario che smentirebbe il mutato stile di vita dichiarato dall’ex consigliera regionale, oggi compagna di Cipriani. Al centro del dibattito resta infatti la condotta attuale di Minetti, che sostiene di aver dato un taglio netto al passato dopo le condanne per il caso Ruby. L’articolo del Fatto Quotidiano, inoltre, riporta come la Procura abbia acquisito un’indagine milanese archiviata su presunti giri di droga ed escort presso l’hotel Casa Cipriani, i cui dettagli sembrerebbero ricalcare lo stesso copione denunciato dalla testimone in Uruguay.
Nonostante la Procura generale avesse inizialmente manifestato la chiara volontà di identificare e ascoltare la testimone sudamericana, che nell’ultima intervista ha rivelato il proprio nome, si sarebbe registrato un repentino dietrofront. Gli inquirenti delegati sono comunque riusciti a identificare la testimone tramite ricerche su fonti aperte, ma fonti giudiziarie avrebbero spiegato che l’audizione della donna non è più ritenuta necessaria, poiché dagli accertamenti dell’Interpol non sono emerse denunce o indagini per favoreggiamento della prostituzione, e la Procura sembra ormai orientata a chiudere l’istruttoria entro l’8 giugno.
La scadenza è dettata dal prossimo pensionamento del sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, rendendo improbabile un passaggio di mano del fascicolo. I magistrati erano stati invitati dal Quirinale a riesaminare il caso Minetti alla luce delle rivelazioni del quotidiano, relative anche ai documenti per l’adozione e la questione legata ai consulti medici informali che hanno spinto la coppia a operare il bambino negli Stati Uniti, sebbene l’impossibilità di eseguire l’intervento in Italia sia stata smentita da diverse strutture nazionali, elemento che potrebbe far ipotizzare un falso e la conseguente revisione della grazia. La Procura sembra comunque diretta verso una rapida archiviazione.
In un’intervista televisiva rilasciata a un’emittente uruguaiana prima di conoscere la decisione della Procura di Milano, la testimone Graciela Mabel De Los Santos Torres ha espresso forte apprensione per la propria incolumità a causa della diffusione globale del suo nome, chiedendo protezione e confidando nella giustizia italiana.
La donna ha confermato il contenuto delle sue accuse e ha chiarito che il presunto travisamento della sua storia, riportato da altre testate giornalistiche – come nel caso del quotidiano Il Dubbio, secondo il quale in diretta tv la donna avrebbe preso le distanze dalla ricostruzione della stampa italiana – non riguardava gli articoli del Fatto Quotidiano, bensì le reazioni e i commenti sui social network che l’hanno costretta a isolarsi, facendola passare ingiustamente da vittima a complice. Riguardo alla mancata autorizzazione dell’intervista scritta, il quotidiano ha precisato che la testimone aveva visionato le bozze, salvo poi ripensarci quando il giornale era ormai già in stampa.
Graciela ha ripercorso il suo legame lavorativo con Giuseppe Cipriani, iniziato tra il 2003 e il 2004 e culminato nel 2023 con una denuncia per molestie sessuali, un’accusa che si somma a quelle già presentate da altre ragazze negli Stati Uniti. La testimone ha ribadito la presenza nel ranch di giovani modelle brasiliane e uruguaiane, spendendo al contempo parole d’affetto per il bambino adottato dalla coppia Minetti-Cipriani.
Nonostante la donna confidasse nell’ascolto da parte della magistratura italiana e avesse ricevuto messaggi privati di solidarietà e stima da alcune ex colleghe che confermavano implicitamente il suo racconto, le sue aspettative di essere convocata a Milano sono destinate a rimanere deluse a causa del repentino dietrofront dei magistrati.
In merito alla vicenda, resta il fatto che Il Fatto Quotidiano nella sua versione online ha pubblicato il video integrale della trasmissione televisiva alla quale ha preso parte la testimone, e dalla cui visione ognuno può trarre le proprie valutazioni personali e verificare se la donna abbia effettivamente sconfessato o meno quanto riportato in precedenza dal quotidiano.
Appare evidente come la stessa identica notizia sia stata riportata in maniera del tutto opposta da Il Fatto Quotidiano rispetto ad altri organi di stampa, come nel caso del quotidiano Il Dubbio, evidenziando una profonda divergenza nella ricostruzione dei fatti e delle dichiarazioni della teste.
Al di là dello scontro mediatico e giornalistico, l’interrogativo centrale che rimane aperto e che merita una risposta definitiva è solo uno: è vero o non è vero che Nicole Minetti aveva cambiato radicalmente vita, considerando che proprio questo ravvedimento rappresentava il presupposto fondamentale e imprescindibile per la concessione della grazia?
Gian J. Morici