
A volte non ci rendiamo conto che, durante il percorso, saremo costretti a chiedere delle elemosine.
Cosa distingue una elemosina da una donazione?
La signora Banni, quella domanda lì, l’aveva trovata scritta sul calendario. La scrittura era di suo marito. La data il 18 aprile. Il giorno della nascita della loro bambina. Ora la signora Banni era sola e il calendario non lo utilizzava più. Al mattino presto correva per il suo turno in ospedale, correva perché vedeva gente, parlava e ascoltava suoni umani, saliva sugli autobus più affollati, perché i corpi degli altri la trattenessero sulla terra, e le rimandassero il senso e la misura del suo, di corpo.
Una mattina nel suo reparto, era arrivata Adele, la polizia, e incollata alla barella una donna, alta, robusta, con un viso maestoso.
Adele non era niente. Un piccolo corpo spaccato. Allora la signora Banni si diede da fare.
Dovette, con cura estrema, sciogliere le dita forti di quella contadina, dai bordi della lettiga. Poi potè occuparsi di Adele.
Tagliare via il vestito, detergere per comprendere le ferite, preparare per la tac, iniettare un antidolorifico. Parlare, sussurrare, figlia cara, ora tutto passa.
La signora Banni le aveva sentito il cuore, il polso, il respiro e la voglia di morire, che era la più pericolosa.
Allora dormi figlia mia. Riposa. Ma non morire.
Non le era più capitata da tempo, per fortuna, una situazione così. Oltre il vetro opaco si indovinava la sagoma immobile della contadina, che aspettava.
Quando stabilizzarono Adele, la signora Banni andò da Elide. Le si mise davanti finchè quella non alzò gli occhi ad incontrare i suoi. E per occhi non avevano che lame corrose. Elide non fece domande. La signora Banni non diede risposte. Portò un caffè molto zuccherato le si sedette un attimo vicino.
-Ha bisogno ? – le chiese. Ed Elide mosse lentamente il capo per dire che no, non aveva bisogno.
-Il dottore passerà tra poco da lei. Io mi chiamo Anna. Anna Banni-
Poi andò via. C’è un tempo in cui ci si riduce a chiedere una elemosina. Di tempo, di ascolto, di aiuto. Che qualcuno disegni una porta nel recinto e la apra, e ti inviti ad uscire. La signora Banni c’era rimasta dentro talmente tanto tempo che alla fine la porta l’aveva aperta a testate. Era diventata infermiera. Un modo per guardare in faccia quello che le era capitato e non trovarlo mostruosamente straordinario. E ogni tanto reincontrava sua figlia. Come quella sera. Come per Adele.
Elide rimaneva seduta come un masso sul sedile scomodo della sala d’attesa. Quello che le aveva riferito il dottore era difficile da processare, la sua testa non ce la faceva, e di più, la cautela che lui aveva usato le risultava insostenibile. C’era di più, c’era di peggio e lui non glielo diceva, per pietà. Allora cercò di pensare solo che Adele era viva. Che era viva per il tempo che continuava a respirare. Ed Elide con lei.
Poi arrivò la polizia e le fece tantissime domande e lei non esitò a dire. Infine le chiesero se fosse disposta a cambiare totalmente la sua vita, a sparire, con Adele, nel caso Adele fosse sopravvissuta. A quel punto si era alzata. Tutta la sua magnifica e antica presenza. Aveva guardato oltre la finestra che dava sulla pineta che avvolgeva l’ospedale. Verso i massi bruni delle colline, dietro le quali c’era casa sua: -Si – disse. –Ma chi proteggerà gli altri? E la proprietà? Io posso sparire con mia nipote, se lei vorrà. Ma gli altri rimangono esposti-
Quando rientrò a casa radunò i vicini. Spartì tra tutti il bestiame. Regalò ogni cosa. Parlò con Nora. Prepararono le valigie. Nora e Ermanno partirono per una destinazione ignota e protetta il giorno stesso.
Elide attese in ospedale. Con la valigia a fianco. E quando vide l’infermiera Banni venirle incontro, capì.
La accompagnarono alla sua nuova destinazione. Le diedero una nuova identità. E mentre viaggiava tutto il paesaggio che le scorreva davanti era la copia del suo paesaggio, del cerchio di case e campi e miele.
Mentre Adele tornava alla vita, Elide si allontanava dalla sua. E qualcuno, nella notte bruciò campi e case, perché non aveva trovato nessuno da abbattere. Gli animali erano al sicuro nelle stalle. Le api abbandonarono le arnie.
continua…