Palermo, 20/04/2026. “In queste ore si discute del possibile ritorno ufficiale della Democrazia Cristiana nella giunta regionale guidata da Renato Schifani. Ma il vero interrogativo politico è un altro: la DC è davvero mai uscita dal governo regionale? Perché mentre il partito rivendica assessorati e tratta per rientrare formalmente nell’esecutivo, uomini e fedelissimi di quell’area politica risultano già ben presenti nei gangli del sottogoverno siciliano, tra incarichi, consulenze, enti regionali e assistenze tecniche. Una presenza che racconta una verità semplice: fuori dalla giunta sulla carta, dentro il sistema nei fatti”.
Lo afferma la deputata del M5S all’Ars Stefania Campo.
“Dopo l’uscita dall’esecutivo seguita all’inchiesta che ha coinvolto Totò Cuffaro e altri esponenti della DC – dice Campo – ci si sarebbe aspettato una fase di discontinuità e trasparenza. Invece emerge l’immagine di una rete politica che ha continuato a occupare spazi e ruoli strategici, senza alcuna reale interruzione. Non è un caso che oggi anche la Commissione regionale antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana abbia deciso di accendere un faro sulla gestione di nomine e incarichi nel sottogoverno, annunciando un’inchiesta conoscitiva sulla SAS. Un passaggio che conferma come le perplessità non siano soltanto delle opposizioni e dei cittadini, ma anche delle istituzioni. Le perplessità non si limitano però solo alla SAS; anche l’assistenza tecnica dell’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali e del Lavoro, fino a dicembre guidato da Nuccia Albano, viene descritta come una macchina di incarichi per fedelissimi del cerchio magico di Cuffaro, con tanti nomi vicini alla DC a beneficiare di consulenze, progetti e assistenze tecniche per una lunga filiera di incarichi che ha un dettaglio costante: paga sempre il contribuente.
Solo per fare qualche esempio attraverso il CIAPI, centro di formazione controllato dalla Regione, presieduto da Giacomo Scala, uomo di fiducia dell’ex assessore Albano, l’assistenza tecnica è diventata una sorta di stipendificio con nomi reclutati vicini o vicinissimi alla DC, come Totò Cianciolo, ex assessore provinciale; Fabrizio Bignardelli, ex capo segreteria di Cuffaro; Carmelinda Moceri, storica collaboratrice di Cuffaro e Sabrina Lo Conte, ex dirigente dell’ufficio di gabinetto dell’ex presidente della Regione. E tanti altri, la lista è molto lunga. Più che una forza politica, la DC sembra un servizio di collocamento con simbolo di partito. E adesso chiedono pure di rientrare in giunta. Ci auguriamo che Schifani non lo permetta. Sarebbe l’ennesima presa in giro dei cittadini”.