ROMA, 5 feb. – “Il ciclone Harry, oltre a devastare purtroppo decine di comuni tra Sicilia e Calabria, ha scoperchiato anche l’ipocrisia che circonda il ponte sullo Stretto. Trovare fondi per aiutare gli sfollati e far arrivare adeguati ristori nelle aree interessate dal ciclone è impresa proibitiva, ma i 13,6 miliardi del ponte restano lì a fare la muffa. Il dl Infrastrutture che oggi il governo varerà è l’ennesima farsa: Salvini voleva l’ad della “Stretto di Messina Spa” Ciucci come commissario, ma essendo questa nomina in palese conflitto di interessi, è dovuto scendere a più miti consigli. Voleva bypassare una fetta importante dei controlli previsti da parte della Corte dei Conti, ma dal Quirinale gli hanno fatto capire che non è proprio il caso, al cospetto di un’infrastruttura che si porta dietro una valanga di incognite. In sostanza, oggi si riparte dal via. Cioè dall’iter che dovrà dirci se davvero è fattibile quest’opera che ormai nessuno vuole, parlamentari di Centrodestra esclusi. Dopo i mille annunci sui cantieri che dovevano partire nel 2024, è volato via anche il ’25 e sarà così anche per il ’26: una presa in giro colossale, con tutti i malanni infrastrutturali che il nostro paese ha. Dispiace che Meloni non riesca a interrompere questo ignobile gioco dell’oca sulla pelle del Sud”. Così in una nota il deputato M5s Agostino Santillo.