
Sembra che i dati personali di migliaia di agenti della Border Patrol e dell’ICE siano trapelati a causa di una presunta e massiccia violazione informatica.
Secondo quanto riportato dal portale “ICE List“, un informatore del Dipartimento della Sicurezza Nazionale avrebbe deciso di diffondere informazioni sensibili su circa 4.500 dipendenti in seguito alla morte di Renee Nicole Good, avvenuta a Minneapolis per mano di un agente federale.
La presunta fuga di notizie verso il portale “ICE List” viene considerata la più vasta violazione di dati mai subita dal personale del DHS, includendo includere nomi, contatti e dettagli professionali di circa 1.800 agenti operativi sul campo.
Stando alle dichiarazioni del fondatore della piattaforma ICE List, l’azione potrebbe essere interpretata come un segno di forte malcontento sociale verso l’operato del governo statunitense.
Si ipotizza che una prima lista di nomi possa essere pubblicata a breve, nonostante il DHS abbia ribadito la necessità di proteggere l’anonimato dei propri agenti per garantirne la sicurezza personale e familiare.
Il progetto ICE List mirerebbe a creare un database completo per favorire la responsabilità delle forze dell’ordine, mentre le autorità federali avrebbero avvertito che tali divulgazioni potrebbero esporre il personale a gravi rischi da parte di malintenzionati.