ROMA, 12 maggio – “Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi venga urgentemente a riferire in Aula su quanto sta accadendo in queste ore e in questi mesi a Palermo. Siamo di fronte a una sequenza gravissima di fatti di sangue, intimidazioni, sparatorie, colpi d’arma da fuoco contro attività commerciali, raffiche di Kalashnikov, richieste di pizzo, omicidi. Sabato scorso si sono registrati due omicidi: uno al Villaggio Santa Rosalia e uno al Cep. Appena due notti fa sono stati esplosi colpi di pistola contro un panificio e una macelleria nel quartiere Zen. Nelle settimane precedenti raffiche di Kalashnikov avevano già colpito e terrorizzato commercianti e cittadini nella zona occidentale della città. A tutto questo si aggiunge un elemento ancora più inquietante: l’impennata della paura del pizzo: tanti episodi ormai lo testimoniano. La violenza a Palermo non è soltanto violenza, è un messaggio, è una forma di comunicazione criminale. È il tentativo di riaffermare il controllo mafioso del territorio. Chiediamo al ministro Piantedosi quale sia la sua reale valutazione sull’escalation criminale in corso a Palermo; quali interventi immediati voglia disporre per rafforzare il presidio del territorio, a partire dai quartieri più esposti; quali strumenti concreti si vogliano mettere in campo per proteggere commercianti, imprenditori e cittadini che oggi hanno paura di denunciare. Serve una risposta collettiva delle istituzioni. Serve una presenza visibile, costante, credibile dello Stato. Serve far capire a chi vive e lavora in quei quartieri che denunciare è possibile, che denunciare è sicuro, che denunciare non significa essere abbandonati il giorno dopo. Palermo non può essere lasciata sola. Lo Stato deve esserci, adesso”.
Lo ha detto alla Camera il deputato palermitano Davide Aiello.