“L’Europa ha oggi una responsabilità storica: costruire un ecosistema digitale che metta al centro i minori. Regole solide che responsabilizzino le aziende tecnologiche, politiche integrate che uniscano istruzione, salute e protezione, e un quadro normativo capace di mettere la sicurezza e i diritti dei minori al primo posto. La protezione dei minori non può tradursi solo in esclusione o divieti: deve diventare la precondizione per una cittadinanza digitale piena, dove bambini e adolescenti possano crescere tutelati e al tempo stesso partecipi.”, ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children, a margine del Summit “ Keeping Our Children and Families Safe in the AI Era” organizzato a Copenaghen da Save the Children Danimarca e dall’ONG americana Common Sense Media.
“Rendere gli ambienti digitali sicuri per i minori non è più rinviabile: serve un’assunzione di responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie, imprese e terzo settore. Le norme introdotte a livello europeo e nazionale – dalla verifica dell’età ai sistemi di parental control – devono essere attuate senza ritardi e in modo uniforme. È cresciuta la consapevolezza del ruolo cruciale di genitori, educatori e adulti di riferimento, che vanno sostenuti concretamente nell’accompagnare bambini e adolescenti verso un uso consapevole delle tecnologie. Ma questo non basta: l’innovazione corre più veloce delle risposte politiche e impone un cambio di passo immediato. È pertanto urgente garantire la piena attuazione delle tutele per i minori previste dal Digital Services Act e l’adozione di un Regolamento europeo contro l’abuso sessuale sui minori”.
L’Organizzazione sottolinea l’urgenza di colmare il vuoto legislativo creato a inizio aprile dalla mancata proroga della deroga all’ePrivacy, che finora permetteva alle aziende tecnologiche dell’UE di effettuare la rilevazione volontaria di immagini e video di abusi a danno dei minori. Allo stesso tempo, secondo Save the Children, è necessario rafforzare in modo deciso le azioni di prevenzione e contrasto, puntando su codici di condotta efficaci, canali di segnalazione rapidi e una presa in carico adeguata e tempestiva delle vittime.