
Ida Carmina, deputata del M5S, commenta la prossima campagna elettorale per le amministrative in Sicilia e nella provincia di Agrigento.
“È stato un cammino faticoso, ma oggi posso dire che nei principali comuni dell’Agrigentino chiamati al rinnovo delle amministrazioni, il M5S sarà protagonista del cambiamento dell’area progressista.
Nei comuni più grandi, Agrigento e Ribera, e nella città simbolo di Raffadali, abbiamo individuato candidati giovani e determinati: Michele Sodano, Eunice Palminteri e Sabrina Mangione.
Ad Agrigento il M5S sarà presente nella lista del Pd con sei candidati rappresentativi del mondo delle professioni: un accordo che rafforza entrambe le forze.
Per il capoluogo, ricco di storia e con grandi potenzialità turistiche, questo può essere il momento della svolta.
Il centrodestra ha malgovernato negli ultimi cinque anni e mezzo. Emblematico il fallimento legato ad Agrigento Capitale della Cultura, con il mancato sfruttamento di un’occasione storica di rilancio.
Il progetto del campo largo, con Michele Sodano sindaco, si presenta giovane, dinamico e innovativo, lontano da un sistema che ha favorito clientele e privilegi, alimentato da figure presenti da decenni dietro le quinte.
È l’occasione per cambiare passo e chiudere una stagione politica, che nell’ agrigentino laddove prevale il centro destra ha prodotto danni e degrado sociale creando vere e proprie situazioni feudali .
Ad Agrigento mancano servizi primari, programmazione e un governo efficiente, libero da logiche che soffocano la città.
I cittadini — dal capoluogo a Ribera e Raffadali agli altri comuni al voto— hanno oggi la possibilità, con un voto libero e consapevole, di dire no ai governi di destra e a una gestione regionale segnata da conflitti interni, mentre persistono disservizi sanitari e infrastrutturali e carenze nei diritti fondamentali.
Sono fiduciosa che questa consapevolezza si tradurrà in una risposta netta contro un sistema di potere logorato da inerzia, scandali e divisioni, sempre più distante dai bisogni reali dei siciliani.”
Ida Carmina, deputata del M5S, commenta la prossima campagna elettorale per le amministrative in Sicilia e nella provincia di Agrigento.
“È stato un cammino faticoso, ma oggi posso dire che nei principali comuni dell’Agrigentino chiamati al rinnovo delle amministrazioni, il M5S sarà protagonista del cambiamento dell’area progressista.
Nei comuni più grandi, Agrigento e Ribera, e nella città simbolo di Raffadali, abbiamo individuato candidati giovani e determinati: Michele Sodano, Eunice Palminteri e Sabrina Mangione.
Ad Agrigento il M5S sarà presente nella lista del Pd con sei candidati rappresentativi del mondo delle professioni: un accordo che rafforza entrambe le forze.
Per il capoluogo, ricco di storia e con grandi potenzialità turistiche, questo può essere il momento della svolta.
Il centrodestra ha malgovernato negli ultimi cinque anni e mezzo. Emblematico il fallimento legato ad Agrigento Capitale della Cultura, con il mancato sfruttamento di un’occasione storica di rilancio.
Il progetto del campo largo, con Michele Sodano sindaco, si presenta giovane, dinamico e innovativo, lontano da un sistema che ha favorito clientele e privilegi, alimentato da figure presenti da decenni dietro le quinte.
È l’occasione per cambiare passo e chiudere una stagione politica, che nell’ agrigentino laddove prevale il centro destra ha prodotto danni e degrado sociale creando vere e proprie situazioni feudali .
Ad Agrigento mancano servizi primari, programmazione e un governo efficiente, libero da logiche che soffocano la città.
I cittadini — dal capoluogo a Ribera e Raffadali agli altri comuni al voto— hanno oggi la possibilità, con un voto libero e consapevole, di dire no ai governi di destra e a una gestione regionale segnata da conflitti interni, mentre persistono disservizi sanitari e infrastrutturali e carenze nei diritti fondamentali.
Sono fiduciosa che questa consapevolezza si tradurrà in una risposta netta contro un sistema di potere logorato da inerzia, scandali e divisioni, sempre più distante dai bisogni reali dei siciliani.”