“La guerra non è mai giusta. La violazione dei confini e l’aggressione a uno Stato sovrano non sono strumenti di politica internazionale: sono crimini. E questo principio deve valere sempre, per tutti, senza eccezioni e senza doppi standard. Vale per il Venezuela, oggetto di una pericolosa escalation che configura un’aggressione esterna. Vale per l’Ucraina, aggredita dalla Federazione Russa. Vale per Gaza e la Cisgiordania, sottoposte all’occupazione israeliana.
Mentre non si sono ancora spente le luci delle festività natalizie e risuonano appelli rituali alla pace, la comunità internazionale assiste impotente a nuove e gravissime escalation che mettono a rischio la sicurezza globale.
Niente può giustificare l’uso della forza, i bombardamenti indiscriminati, le vittime civili o il sequestro di leader politici. Operazioni come il prelievo forzato del Presidente Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti assumono i contorni di un colpo di Stato e non possono, né devono, essere normalizzate.
Il Governo italiano e l’Unione europea non possono continuare a voltarsi dall’altra parte. Condannare selettivamente le aggressioni, a seconda del peso geopolitico dell’aggressore, significa legittimare i crimini dei più forti. I doppi standard sono ipocrisia, e l’ipocrisia indebolisce il diritto internazionale, mettendo a rischio la sicurezza di tutti.
Il diritto internazionale non può valere solo quando conviene.
Se si svuota il ruolo dell’ONU, se si accettano due pesi e due misure, allora nel mondo non esisteranno più regole: i confini di ogni Stato e la sicurezza di ogni popolo diventeranno negoziabili.
La pace non si costruisce con politiche imperialistiche né inseguendo interessi economici ed energetici. È evidente che dietro questa nuova escalation vi siano anche interessi legati alle enormi risorse petrolifere del Venezuela, che detiene le maggiori riserve al mondo. Ma la sovranità degli Stati e la volontà dei popoli non sono merci. Chiediamo una condanna chiara e senza ambiguità di quanto sta accadendo, un’azione immediata per la de-escalation e la piena tutela dei civili. La sicurezza del popolo venezuelano e dei cittadini italiani residenti in Venezuela deve essere una priorità assoluta.
Se si normalizza ciò che è accaduto al Venezuela, domani potrebbe accadere a qualsiasi altro Stato sovrano. Il silenzio e l’ambiguità non sono neutralità: sono corresponsabilità”. Lo afferma in una nota la deputata M5s, Ida Carmina.