Roma, 29 novembre – “Con un’interpellanza discussa alla Camera ho portato all’attenzione del Ministero dell’ambiente la ormai più che decennale vicenda dell’intervento di collettamento fognario necessario a superare la procedura di infrazione contestata all’Italia dalla Corte di Giustizia UE per il mancato adeguamento alla Direttiva in materia di trattamento delle acque reflue urbane nei comuni di Cinisi e Terrasini. Ho chiesto al Ministero le motivazioni per cui è stato abbandonato dalla struttura commissariale il primo studio di fattibilità che prevedeva di realizzare un impianto consortile Terrasini-Cinisi-Aeroporto “Falcone e Borsellino” che aveva trovato condivisione presso i territori coinvolti in favore di un nuovo progetto ben più invasivo ed impattante, sotto il profilo tecnico, economico ma soprattutto paesaggistico e ambientale che prevede la realizzazione di una condotta di oltre 17 chilometri per convogliare le acque reflue da Terrasini e Cinisi sino all’attuale depuratore sito a Carini coinvolgendo quindi un bacino idrografico diverso e attraversando un’area marina protetta. Purtroppo questa domanda non ha trovato una risposta esaustiva da parte del ministero, così come non ha trovato risposta la domanda sui futuri costi di gestione e manutenzione di un impianto così imponente e se è prevedibile che quei costi saranno scaricati purtroppo sulle tasche dei cittadini di Cinisi mediante aumento delle relative tariffe. Infine, non è stata data risposta all’altro rilievo sollevato dai tecnici e dai Comitati No CUR e Golfo in Movimento secondo cui il nuovo progetto non sarebbe sufficiente a chiudere la procedura di infrazione contro l’Italia perché non prevede, come la normativa europea più recente impone, un sistema di riutilizzo delle acque reflue per attività agricole e zootecniche pure molto diffuse in quei territori. Le comunità di Cinisi, Terrasini, Carini meritano maggiore chiarezza e trasparenza, ma soprattutto meritano di essere ascoltate e di non subire decisioni prese altrove, calate dall’alto, ma i cui effetti ricadranno direttamente sulla vita dei cittadini e delle cittadine. Per questo continueremo a monitorare l’evoluzione della vicenda e a pungolare il Ministero affinché vigili e si faccia garante di percorsi decisionali che vedano un maggiore coinvolgimento delle comunità locali”. Così in una nota la deputata M5S Valentina D’Orso.