Caro Marco,
grazie alla nostra stampa (leggi l’articolo), che ha prontamente informato la cittadinanza dello spiacevole incidente, ho saputo dello “scivolone” di ieri mattina.
Come stai? Ti sei fatto molto male? Quale dei tuoi “pessimi collaboratori” ti ha fatto lo sgambetto? Ti sei fatto visitare da un medico?
Non ti avrei scritto, che di lettere tu ne ricevi già tante da ben più illustri personaggi i cui pregevoli scritti apprezzano le più Alte cariche dello Stato, i Segretari di partito ecc ecc., ma dinanzi notizie tanto allarmanti, non ho potuto fare a meno di inviarti queste mie righe.
A preoccuparmi, oltre il tuo stato di salute, l’avere appreso che avresti mentito alla Città – come sostiene Arnone -, occultando il divieto assoluto che la normativa urbanistica impone alla realizzazione dell’impianto di depurazione del Villaggio Peruzzo.
Effetto dello “scivolone”? Hai battuto il capo? O hai deciso di soffiarmi il titolo di “Principe dei Bugiardi” (clicca qui)?
Sono certo, checché voglia insinuare qualche maldicente, che non oseresti farmi un torto simile. Come ben sai, ho dovuto faticare parecchio per conquistarmi il “titolo nobiliare”…
Meno grave, appare il fatto che a causa “della tua ingenuità e scarsa attenzione”, come scrive Arnone, ti abbiano nascosto che il Piano del Parco non consente cementificazioni di fiumi, bensì in esso può leggersi testualmente la previsione “della restituzione dei suoli e delle sponde del fiume al proprio assetto naturale”. E’ previsto esattamente il contrario di ciò che tu vuoi fare. Decementificazione, non cementificazione.
Come hai potuto non accorgerti del fatto che l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, più che chiedere la realizzazione di opere idonee a proteggere l’abitato da eventuali esondazioni del fiume, chiedeva che le stesse venissero rimosse, affinchè in caso di esondazione la piena cancellasse parte del Villaggio Peruzzo e magari di San Leone? Via l’abusivismo, qualche sconcia villetta e magari via anche gli abusivi; tutti cancellati da una piena, che possa ripristinare l’ambito fluviale tal quale era cent’anni fa…
Ti invito ad ascoltare Arnone; a chiedere pubblicamente scusa ai cittadini ed evitare che qualcuno possa scrivere oggi alla Corte dei Conti – oggi, nei giorni dei morti di Genova, dell’isola d’Elba, di Napoli – invitando la Procura della Corte dei Conti ad aprire un procedimento per danno all’erario per chi vuol spendere il denaro pubblico per cementificare un fiume.
E tu caro Marco, sai bene cosa significa scrivere oggi alla Corte dei Conti. Dovresti infatti ricordare l’acquisto dell’Ex Mulino Taglialavoro da parte della Soprintendenza. Un edificio sito in prossimità di quello stesso fiume che esonda nel caso del depuratore, non esonda quando la Soprintendenza acquista l’ex mulino “Monumento di Archeologia Industriale”, non esonda in danno delle abitazioni prospicienti il fiume. O se proprio dovesse esondare, ex mulino ed abitanti, galleggerebbero cullati dalle placide onde.
Non ricordi come nonostante ciò, Arnone fece il diavolo a quattro, denunciando la Soprintendenza per quell’acquisto? Non ricordi l’intervento della Corte dei Conti? Non ricordi come i responsabili per l’acquisto di un edificio ad oggi inutilizzabile, per il quale il Comune di Agrigento ha vietato la ristrutturazione, vennero costretti a risarcire il danno?
Tutto ciò è inammissibile, le opere da te richieste, in caso allagamento del fiume porteranno in casa degli abitanti innumerevoli liquami. Senza quelle invece, in caso di allagamento, porteranno via di casa gli abitanti. Non credi sia una soluzione equa, che salva capre e cavoli (anche se non gli abitanti…)?
E se sulla scorta del parere dell’Assessorato Regionale, nel caso in cui venissero salvate capre e cavoli ma non gli abitanti, qualcuno potesse ritenere che possano sussistere precise responsabilità di quanti non hanno tenuto in considerazione i rischi per la popolazione?
Basterà l’aver salvato capre e cavoli, così come prescritto da associazioni di verdi anatroccoli su palloncini gialli, o lo “scivolone” potrebbe trasformarsi in un ruzzolone a rotta di collo?
Caro Marco, ti giungano graditi i miei più cordiali saluti, e…occhio agli “scivoloni”…
Gian J. Morici
Direttu fantastico!
Domani sara’ una simpatica giornata
poveru sinnacu, unni si vota si vota ora sunnu dulura
Caro Gianni, sei sempre preciso e profondo, ottima la tua lettera al nostro Sindaco, però ti rassicuro, pare che proprio non si sia fatto male, anzi pare che voglia dare finalmente fine a questa storia che ormai, dati i tanti anni, comincia ad annoiare.Però, qualche grande scienziato, dovrebbe spiegarmi una cosa. Se si fa il depuratore il fiume esonda, se non si fa il fiume non esonda; preferisco la seconda soluzione per risparmiare la vita di tanti esseri umani oltre a tante costruzioni.Il dubbio mi assale e vorrei chiarimenti di come si possano svolgere gli eventi.
Che strana lettera..Forse la struttura non ha la stessa valenza e collocazione delle case interessate vicino al letto del fiume dalla costruzione del depuratore..Abbattiamo tutto?? Forse quegli edifici non sono stati costruiti sotto gli occhi di tutti quando non c’era un piano regolatore? Il passato, il passato..depuratore c’era e si deve fare (senza tener conto dei progressi legislativi e culturali), le case sono abusive, la Soprintendenza ha investito soldi pubblici su un immobile e per una questione di anni fa non glielo facciamo utilizzare (altro spreco)…Quando ci libereremo dei pregiudizi e del cattivo gusto di strumentalizzare tutto per andare avanti?
Io credo che oggi il vero obbiettivo, è: vogliamo un cambiamento?.. Tutti siamo per un si, ma al momento delle scelte ecco che ci ritroviamo in “cori diversi” oggi a differenza di ieri, ci si prospetta una possibilità di risoluzione del depuratore. Vorrei premettere che si faccia o meno il depuratore, ad oggi una esondazione del fiume investirebbe le cose e le persone già esistenti. Se invece si allargano gli argini del fiume a monte del depuratore, può anche essere che si risolva il problema anche di chi vi abita. C’è un’altra scelta ?.. non so .. io credo che tra scegliere il non fare e il fare ho preferito sempre fare. L’unica cosa che oggi mi preoccupa; è che sia solo uno slogan politico.