27 Febbraio 2024
Home Sarò duro, durissimo, a tratti anche pesante

5 thoughts on “Sarò duro, durissimo, a tratti anche pesante

  1. Esattissima la normativa richiamata; anzi aggiungerei che la normativa successiva è ancora molto più restrittiva sul livello di depurazione che le acque reflue devono subire prima di essere recapitate allo scarico. Forse, per utilizzare un metodo di arnoniana memoria, ci sarebbe da affiggere manifesti con i decreti legislativi che via via si sono succeduti, anche se siamo sicuri che Arnone ha un ottimo scilinguagnolo che esercita dagli schermi di Teleacras, ma è totalmente miope per le cose che non gli convengono. Quanto poi all’invocato trattamento di 1° livello della depurazione, il mistificatore doc vuole ignorare che si riduce soltanto a trattenere materiale grossolano (stracci, pannolini e quant’altro) che altrimenti danneggerebbe pure le pompe. Alla faccia dell’ambientalismo di facciata!!!!!

  2. Caro direttore, l’articolo a cui fai riferimento, a mio modo di vedere, è molto più equilibrato di questo.
    Soprattutto perchè si basa su fatti, non è limitato alla polemica.
    Il link su wikipedia, che trovo tutto sommato corretto, parla di una “depurazione di primo livello”, esattamente quella realizzata con la corretta manutenzione e sistemazione dei pennelli, appena effettuata. Che, oggettivamente, era l’unica cosa che di poteva fare in un lasso ristretto di tempo e senza l’ausilio di bacchette magiche.

    Agrigento, come dice Legambiente e come sappiamo tutti, è uno dei tanti capoluoghi e comuni italiani non dotata di idonei sistemi depurativi (primo + secondo + terzo livello) per la totalità dei reflui fognari. Addirittura, in questa città di cultura, arte e storia, migliaia di abitanti non dispongono neppure di reti fognanti (prevalentemente a causa del fatto che non erano previste fogne ove i piani regolatori non prevedevano case…), contribuendo non poco a inquinare falde e mare. Questi sono i fatti, e non bisogna perderli di vista. Così come bisogna pure ricordare che per fare nuove fogne occorrono validi progetti e molti soldi.

    Ogni giornalista (ed è bene che ce ne siano tanti, di giornalisti, sempre più agguerriti e preparati) deve porsi delle domande e cercare delle risposte. Nel caso del depuratore della fascia costiera, ci si potrebbe chiedere: perchè non c’è? Le risposte possono essere agevolmente cercate nelle consulenze tecniche e nelle sentenze che hanno confermato l’assoluta inidoneità del sito del Villaggio Peruzzo. I giornalisti, è una mia opinione, devono affrontare questi temi, non altri. E comunque, prioritariamente devono basarsi sui fatti. Per esempio, ci si potrebbe chiedere come mai tutta una serie di persone, anche importanti e influenti, continuano ad insistere per il completamento di un impianto che proprio non si può fare. Poi, se proprio si vuol approfondire, ci si potrebbe domandare cosa succederebbe a un depuratore in una esondazione simile a quelle già avvenute negli anni passati, o ancora quale sarebbe il “rapporto olfattivo” tra gli abitanti del Villaggio Peruzzo e il grande depuratore di terzo livello (v. sempre wikipedia) di cui al progetto proposto negli anni.
    I cittadini agrigentini, in questa vicenda, hanno bisogno come il pane di informazione corretta, prima ancora che di (qualificatissime) opinioni.
    Devono sapere, ed è giusto, che alcuni loro concittadini (concordo pienamente con la definizione di “porci”, mi sembra la più appropriata) scaricano i propri reflui nei valloni, nella rete delle acque bianche e dunque direttamente in mare. Devono sapere che altri loro concittadini dediti all’agricoltura (poco) biologica, innaffiano serre e orti direttamente con i reflui fognari. Sono queste le cose da sapere. Il cittadino domanda, il bravo giornalista risponde. E la polemica, possibilmente, viene subito dopo. Può anche far piacere, ai lettori… Ma prima i fatti, ragazzi…

    Un caro abbraccio, GJ

  3. Quanti ambientalisti usano l’ambiente per propri tornaconti personali:Ma ad Agrigento si supera ogni limite.

  4. Caro Giuseppe,
    non comprendo l’equilibrio che c’è nel mistificare i fatti, scrivendo che corrisponde a quanto previsto dalla legge lo scarico di reflui urbani non sottoposti ad adeguato trattamento di depurazione.
    Discorso ben diverso invece l’evidenziare che Girgenti Acque altro non poteva fare se non tentare di utilizzare ciò che aveva (i pennelli) in mancanza di un depuratore.
    Se poi anche a suo avviso lo scaricare in mare acque fognarie non depurate, risponde a quanto previsto dalla legge e a ciò che buon senso e coscienza civica vorrebbero, altro non resta da fare che fuggire da questa città, che è, e non a caso, ed è destinata a rimanere, l’ultima città d’Italia.
    Volutamente non sono entrato nel merito della scelta del sito che avrebbe dovuto ospitare il depuratore, cercando di limitarmi ai fatti.
    E il fatto è uno: è assolutamente illegale quanto accade ad Agrigento e non c’è giornalista laureato honoris causae che tenga.
    Purtroppo per chi si presta a legittimare ciò che legittimo non è, esistono fonti d’informazione diverse che consentono anche ai meno preparati in materia di approfondire gli argomenti anche sotto il profilo giuridico.
    Non esprimo la mia personale opinione sulla differenza che passa tra l’informazione e la pubblicità, perchè non intendo urtare la sensibilità di nessuno, ma non si può continuare a spacciare per informazione quello che in realtà è tutt’altro.

  5. Signor Morici non faccia lo gnorri nel non scrivere di chi si tratta. E’ un articolo che tutti abbiamo letto su un sito giornalistico che fa anche la pubblicità all’azienda. Fermo restando che condivido la sua opinione sul fatto che l’azienda non avrebbe potuto fare altro se non quello che ha fatto, condivido anche quanto ha scritto sul giornalista che è stato capace di riscrivere un Decreto Legislativo a misura, visto che non possiamo dire ad personam, stravolgendo la verità. Lo comprenda, la pubblicità è l’anima del commercio!!!

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