Strage di S. Giovanni Gemini – Rinviato il processo a carico di Riina, Provenzano e Calò

Palermo – E’ stato rinviata al 1° giugno l’udienza che vede imputati Totò Riina, Bennardo Provenzano e Pippo Calò, per i fatti inerenti la strage di San Giovanni Gemini (Agrigento). La decisione di rinviare l’udienza in Corte d’assise d’appello, è stata presa a seguito della richiesta motivata dell’ avv. Mauro Gionni, difensore di Pippo Calò.

Calò, che sarebbe dovuto comparire in teleconferenza al processo che si sta celebrando a Palermo, è stato colto mercoledì (anche se si è saputo solo ieri) da un malore che ne ha richiesto il trasporto presso una struttura ospedaliera.

Assente anche Bennardo Provenzano e il suo legale, l’avvocato Rosalba Di Gregorio, sostituita nella circostanza dall’avv. Mauro Gionni.

Provenzano,  detenuto presso il carcere di Parma, mercoledì sera ha tentato il suicidio. L’imputato ha rinunciato comunque  a comparire in videoconferenza all’udienza di oggi.

Era invece presente Giuseppe Ciminnisi, figlio di Michele, una delle due vittime innocenti della strage, assistito dal legale di fiducia avvocato Danilo Giracello.

Totò Riina, Bennardo Provenzano e Pippo Calò, sono chiamati a rispondere della strage del 1981, quando a San Giovanni Gemini vennero uccisi Calogero Pizzuto – detto Gigino – capo mandamento di Castronovo di Sicilia e due  innocenti, Michele Ciminnisi e Vincenzo Romano.

In quella strage, scaturita dalla guerra di mafia che vedeva contrapposti i corleonesi di Totò Riina e Provenzano, al gruppo di Stefano Bontate, Cristina e Badalamenti  – secondo quanto narrato dai collaboratori di giustizia – un ruolo determinante lo ebbe Bennardo Provenzano, il quale già qualche mese prima del triplice omicidio, aveva incaricato Intile Francesco per compiere il delitto.

La decisione di compiere l’omicidio, trasformatosi poi in strage, venne presa quando dopo la morte di Stefano Bontate, Michele Greco convocò il Pizzuto a Palermo, e questi non si presentò.

La Corte d’Assise di Agrigento, l’8 dicembre del 2010, per quei fatti aveva  condannato in primo grado all’ergastolo Salvatore Riina e Bernando Provenzano, assolvendo Pippo Calò.

La prossima udienza, è stata fissata per il 1° giugno, data per la quale, secondo i medici che assistono Calò, l’imputato dovrebbe essere in condizioni di salute tali da poter partecipare in videoconferenza al processo che lo riguarda.

gjm

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